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RICERCA/ Staminali adulte per riparare i danni al cuore: non serve distruggere embrioni

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E' una ricerca tutta italiana, condotta dal Cnr, quella che sta prendendosi spazio nelle cronache di questo Ferragosto. Se fino ad oggi per le cardiopatie non c'era altra via di cura che quella farmacologica o chirurgica, lo studio pubblicato sulla rivista internazionale Cardiovascular Research, dell'Oxford Journal a cura appunto del Cnr offre una nuova prospettiva.

 

Sono stati raggiunti risultati concreti di "riconversione" di cellule staminali adulte, cioè cellule indifferenziate già presenti nel corpo dell'adulto e per estrarre le quali non occorre né ledere il paziente, né distruggere embrioni.

 

"Il nostro lavoro ha dimostrato che e' possibile agire sulla crescita e sul differenziamento delle cellule - spiegano Settimio Grimaldi e Antonella Lisi dell'Inmm-Cnr - attraverso minime manipolazioni in vitro, esponendole a campi magnetici in grado di indurre variazioni intracellulari nella concentrazione dello ione calcio e soprattutto senza dover ricorrere a trattamenti chimici, farmacologici o genetici". La tecnica consente, infatti, di isolare e coltivare in vitro le cellule staminali cardiache endogene o adulte, a partire da campioni di biopsie atriali e/o ventricolari, risolvendo cosi' tutti quei problemi collegati al numero di cellule sufficiente per consentire il trapianto.

 

E, ancora, "Il vantaggio offerto da questo brevetto sta nel raggiungimento in un tempo breve - continuano i ricercatori - di un aumento sia della proliferazione sia del differenziamento cellulare. Infatti e' possibile ottenere, dopo pochi giorni di trattamento, un adeguato numero di cellule staminali che esprimono i marcatori del differenziamento cardiaco. Le cellule cosi' differenziate, se trapiantate nel cuore danneggiato, possono ridurre i danni provocati dall'infarto. Inoltre il trapianto puo' essere anche di tipo autologo: le cellule staminali possono essere prelevate direttamente dal paziente per poi reimpiantarle successivamente, senza l'intervento di un donatore esterno, ovviando cosi' a problematiche legate al rigetto".



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