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LA SCOPERTA/ Sulla Luna c’è acqua. L’astrofisico Benvenuti: una rivoluzione scientifica

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Una scoperta è sempre una scoperta. Tuttavia il fatto che ci siano tracce di acqua sulla Luna non deve meravigliare più di tanto: «La presenza di acqua nel Sistema Solare e un po’ in tutto l’universo è un fatto assodato e questa ne è una ulteriore conferma. Del resto la Luna, data la mancanza di atmosfera, è stata più che mai esposta da sempre al bombardamento di meteoriti e comete e le comete, si sa, sono fatte prevalentemente d’acqua: era difficile pensare che non rimanesse qualcosa di quei bombardamenti. Il problema è semmai capire bene a quali condizioni l’acqua può permanere sulla superficie di un pianeta o di un satellite».

Qui si apre tutto il lavoro di sviluppo dei risultati; un lavoro basato anzitutto sul confronto tra ciò che si è potuto misurare sulla Luna e quanto è emerso e sta emergendo dalle esplorazioni degli altri pianeti e dei loro satelliti. Sarà importante capire quanto hanno inciso le diverse situazioni in cui si trovano i corpi nel Sistema Solare e valutare, ad esempio, l’incidenza del vento solare che interagisce molto più pesantemente sulla Luna che non, ad esempio su Marte o sulle lune di Giove e Saturno.     

L’aspetto di questa scoperta che però più colpisce Benvenuti, prima ancora di pensare a possibili conseguenze pratiche (se mai ce ne saranno), è il contributo che ne potrà derivare sul nostro modo di pensare all’origine della Luna. «Per come appaiono i dati presentati in queste ricerche, ci sarà molto da rivedere nelle teorie sulla formazione della Luna. Attualmente ci sono due scenari prevalenti sull’argomento. Uno considera la Luna come un pezzo di Terra, staccatosi dal noi circa quattro miliardi di anni fa, quando la Terra era ancora in formazione, a causa di una gigantesca collisione con un corpo di grandi dimensioni; in tal caso, al momento della nascita la Luna non avrebbe potuto avere acqua in superficie, essendo costituita da magma ad altissime temperature. L’altra tesi parla invece della formazione lunare come di un processo di accrescimento, simile a quello che ha originato al Terra e altri pianeti. Ebbene, i dati raccolti dalle tre sonde portano tutti a ritenere che l’acqua rilevata sulla Luna non sia sta portata lì dall’esterno, ad esempio dalle comete, ma sia primigenia, sia stata cioè già presente all’atto della formazione del nostro satellite. La bilancia quindi si sposta decisamente dalla parte del seconda scenario, quello cioè dell’accrescimento e non del distacco dalla Terra-madre». Ci vorranno ancora altri studi e analisi accurate per avvalorare queste tesi e perfezionare il racconto della genesi lunare; tuttavia con questi risultati si è fatto un primo passo in una nuova direzione.

Nel frattempo c’è un altro motivo di soddisfazione da parte di Benvenuti: è quello legato alle prestazioni della sonda italiana: «Ormai possiamo affermare che la rilevazione di acqua nel Sistema Solare è una questione italiana: abbiamo dimostrato di avere la strumentazione e il know how adeguati e di poterli mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale».



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COMMENTI
25/09/2009 - BELLA SCOPERTA! (Nicola Vicenti)

A quanto pare sulla luna l'acqua c'è, ma non sotto la forma che noi uomini desideriamo, forse la scoperta è grande ed importante ma non si sa' quale effettiva utilita' possa avere l'acqua ad uno stato che non è liquido.