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AMBIENTE/ Il verde in città? Non è solo "amor di ecologia"

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«Occorre altresì dire che il ruolo di mitigazione dell’UHI non viene giocato solo dai vegetali nelle vie e nei parchi, ma anche dai vegetali presenti sulle facciate degli edifici e nei giardini pensili. E qui gli spazi per interventi anche da parte dei privati sono veramente enormi. Io continuo a immaginare una città in cui siano diffuse case con facciate e tetti schermati da vegetali (rampicanti e non) ben irrigati e fatti crescere su appositi supporti per evitare danni alle pareti esterne. Per una tale evoluzione la tecnologia è pronta da anni; occorre solo favorirne la diffusione con campagne di sensibilizzazione e incentivi».

C’è però il problema di garantire alle piante, in quanto esseri viventi, di vegetare con regolarità e di mantenersi nel tempo. «In altri termini, occorre garantire ai vegetali quell’equilibrio che consenta il regolare svolgimento delle diverse funzioni vitali: fotosintesi, traslocazione degli assimilati verso gli organi di accumulo, respirazione, assunzione di nutrienti dal terreno, termoregolazione e così via». Equilibrio per un vegetale superiore significa in primo luogo equilibrio fra chioma e radici. «Dovrebbe essere a tutti ovvio che non si possa pensare di piantumare alberi o anche vegetazione erbacea (un semplice prato) se non in presenza di un volume di suolo sufficiente per lo sviluppo di un buon apparato radicale». Valutata la risorsa suolo, occorrerà valutare con attenzione le altre risorse presenti nell’ambiente, cioè la risorsa della radiazione solare, le risorse termiche, quelle idriche, quelle nutrizionali.

Certo, conclude Mariani, i vegetali in città «dovrebbero essere seguiti con molta cura in quanto vivono in un ambiente per molti versi estremo. Pertanto ogni eventuale sintomo di squilibrio non dovrebbe in alcun modo essere sottovalutato».

Ma la risposta a questa esigenza è venuta proprio al convegno di ieri dove, tra l’altro, sono stati proposti dettagliati modelli per la conservazione della qualità degli alberi in città; modelli che coinvolgono una pluralità di competenze e non escludono l’impiego di strumenti avanzati come quelli informatici e in particolare i sistemi GIS (Geographic Information System) e tutte le opportunità offerte da Internet.



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