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SCOPERTA/ Chiavette, pc e carte di credito: la memoria del futuro è made in Italy

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L'IMMAGINE DI UNA CELLA AL MICROSCOPIO ELETTRONICO

 

L’immagine del “cuore” di una cella, ottenuta con un microscopio elettronico a trasmissione, evidenzia nello strato di materiale cristallino (χ-GST) la presenza di una “calottina” di materiale amorfizzato (α-GST), in corrispondenza del punto di contatto con la lamella conduttiva verticale (lo strato piu chiaro) che funge da riscaldatore. Il materiale in cui avviene la transizione è un composto ternario di germanio (Ge), antimonio (Sb) e tellurio (Te), identificato per brevità come GST; lo spessore della lamella conduttiva è di circa 20 nm. Intensi impulsi di corrente elettrica consentono, in un tempo dell’ordine della decina di nanosecondi, di fondere localmente il materiale cristallino, rendendolo amorfo; impulsi elettrici di minor intensità e di durata dell’ordine delle centinaia di nanosecondi permettono di ricristallizzare il materiale amorfizzato. Lo stato della cella è letto verificandone a bassa corrente la resistenza, che è molto più elevata in presenza della fase amorfa.

 



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