BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EFFETTO SERRA/ E se contenere la Co2 non fosse il vero problema?

Pubblicazione:

soleR375_18feb09.jpg

 

Non era ancora terminata la coreografica conferenza di Copenhagen quando al congresso dell’American Geophysical Union aSan Francisco Roy Spencer - dell’Università dell’Alabama e responsabile di Aqua, uno dei satelliti che da anni tengono sotto controllo la temperatura atmosferica - esprimeva i suoi dubbi sull’adeguatezza dei modelli finora utilizzati per descrivere la relazione fra l’aumento della anidride carbonica in atmosfera e i “meccanismi” di formazione delle nuvole. È un argomento che si presta bene per riportare l’attenzione sulla controversia scientifica, per niente risolta, che oppone quanti sono convinti che i cambiamenti del clima siano totalmente conseguenza delle attività umane e chi invece ritiene che facciano parte di una variabilità naturale, della quale non si sono ancora comprese le cause, ma in cui l’uomo e le sue emissioni di gas in atmosfera, potrebbero avere un ruolo, se non nullo, per lo meno marginale.

Si tratta insomma di capire se è corretto il modo in cui assumiamo che funzioni il sistema climatico. L’influenza della temperatura sulle dinamiche di formazione delle nuvole costituisce proprio uno degli argomenti meno conosciuti e di maggior dissenso fra gli scienziati, pur essendo considerata una delle cause principali del riscaldamento globale indotto dalla CO2. In effetti, come é ben noto agli scienziati, anche se raramente citato, l'effetto della CO2 in­­ sé stesso è modesto, anche ipotizzando aumenti consistenti del suo contenuto atmosferico.

Vale la pena riferirsi, in proposito, ai dati raccolti trivellando le calotte ghiacciate dell’Antartide e della Groenlandia, che hanno avuto un notevole peso nel formare la diffusa convinzione che la CO2 sia stata un fattore dominante nei cambiamenti climatici passati e lo possa essere in quelli attuali: ebbene, dai dati sembrerebbe più probabile che nel corso delle ere geologiche sia stata la temperatura a pilotare le variazioni di CO2, mentre appare eccessivamente speculativa l'idea opposta. Ma anche chi usa i dati delle trivellazioni per sostenere che il riscaldamento pilota l'attuale aumento di CO2 cade in contraddizione: infatti le variazioni di concentrazione misurate nei ghiacci sono dell’ordine di 8-10 ppm per grado centigrado, mentre il riscaldamento globale degli ultimi cento anni, che è inferiore a 1 °C, è stato accompagnato da un incremento di concentrazione di CO2 dieci volte superiore.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >