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PLANETOLOGIA/ La vita spericolata della “baby Terra”

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Il co-autore dello studio, Sijme-Jan Paardekooper della Università di Cambridge, ha utilizzato delle innovative simulazioni dalle quale si evidenzia che la direzione della migrazione di pianeti di massa modesta dipende fortemente dalla distribuzione delle temperature. Paardekooper ha adattato un modello mono dimensionale sviluppato da un nostro post-doc (Wladimir Lyra); la rinuncia ai modelli tridimensionali dipende dai loro elevati costi in termini computazionali, tali permettere di seguire l’evoluzione del disco fino a circa cento orbite, cioè più o meno mille anni. Noi invece vogliamo vedere cosa succede lungo l’intero ciclo di vita del disco che copre molti milioni di anni.

 

Qual è il grado di affidabilità delle vostre simulazioni?

 

Ci sono molti dettagli che possono variare da un sistema planetario all’altro: come le proprietà delle polveri, la storia dell’accrescimento del gas durante la formazione della stella, la massa della stella e così via. Di conseguenza, abbiamo dovuto applicare delle approssimazioni per stimare tali peculiarità. Tuttavia, le simulazioni che abbiamo presentato offrono una buona visione qualitativa dei meccanismi che agiscono nei dischi protoplanetari reali



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