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BIOCHIMICA/ La lunga corsa a ostacoli verso il sangue artificiale

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Sono in fase di sperimentazione diverse molecole che promettono di risolvere questo problema. Purtroppo non mancano gli effetti collaterali. La principale problematica risiede nel fatto che l’emoglobina, al di fuori del globulo rosso, può diventare tossica. Essa è caratterizzata infatti da una componente ferrosa che se ossidata produce sostanze dannose (radicali liberi dell’ossigeno) per il nostro organismo e in particolare per distretti fondamentali come cuore e reni.

Uno dei maggiori esperti a riguardo di sangue artificiale è il professor Chris Cooper della University of Essex a Colchester in Inghilterra. L’obiettivo, spiega Cooper, «è quello di creare molecole simili all’emoglobina in grado di trasportare ossigeno, ma che siano meno tossiche di quelle già disponibili. Nessuno fino ad ora è stato in grado di farlo». Attualmente il suo gruppo di ricerca sembra essere riuscito in questo intento e ha appena inoltrato a vari istituti internazionali la richiesta di brevetto per un nuovo metodo di produzione di emoglobina ingegnerizzata.

Se le ulteriori verifiche confermeranno il successo di tale metodo, la scoperta sarebbe un ulteriore passo avanti nella lunga strada che vede come traguardo finale la creazione di sangue totalmente artificiale.

 

Daniele Banfi



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