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SCOPERTA/ Evoluzione: la proteina che "zittisce" i geni mobili

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La HSP90, che nella Drosophila è chiamata HSP83, è anche coinvolta in quella che viene definita “variabilità morfologica”: un ruolo assegnatole qualche anno fa  quando si è dimostrato che la riduzione o la mancanza di HSP83 nella Drosophila determinava la comparsa di mutazioni morfologiche. Questo ruolo nella variabilità morfologica è stato collegato proprio alla sua funzione di “chaperone molecolare”, ipotizzando che questa proteina fosse in grado di “ mascherare” la presenza di mutazioni in geni codificanti per proteine determinando il corretto ripiegamento delle stesse (anche se mutate). Qualora la quantità di HSP90 fosse ridotta per varie cause, tra cui mutazioni nel gene che la codifica, le mutazioni morfologiche che fino ad allora erano state “coperte” dalla perfetta funzionalità di HSP90, si sarebbero manifestate determinando la comparsa della variabilità morfologica.

 

Quale nuova caratteristica associate a questa proteina?

 

Nel nostro lavoro, pubblicato on-line da Nature e che sarà stampato nel numero della stessa rivista il 4 febbraio, abbiamo dimostrato che nella Drosophila melanogaster, la proteina HSP90 è coinvolta nella regolazione e in particolare nel silenziamento dei trasposoni. Infatti, quando la HSP90 è ridotta o mancante, perché si usa una sostanza che ne inibisce l’attività oppure si è in presenza di mutazioni del gene che la codifica, si verifica un’attivazione (una espressione notevolmente aumentata) degli elementi genetici trasponibili di tutte le classi nei tessuti germinali (testicoli e ovari) e questa attivazione corrisponde a un effettivo cambiamento di posizione di questi elementi nel genoma. Abbiamo inoltre verificato che una delle mutazioni morfologiche che si sono manifestate nella progenie di una Drosophila che aveva una ridotta quantità di HSP90, era dovuta all’inserimento di un elemento trasponibile in uno specifico gene, che codifica una proteina importante per la corretta morfologia della regione dorsale della Drosophila chiamata scutello, che risulta quindi modificato in questo mutante morfologico. 

 

Come si sono svolte le ricerche?

 

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