Scienze
giovedì 28 gennaio 2010
Ai gesti quasi inconsapevoli ai quali gli uomini del XX secolo hanno conformato le loro sempre più comode vite (schiacciare l’interruttore della luce, aprire il rubinetto dell’acqua, accendere il gas, eccetera), noi uomini del XXI secolo abbiamo aggiunto altri quasi inconsapevoli gesti con i quali una serie sempre più numerosa di oggetti basati sui computer e i microprocessori ci vengono quotidianamente in aiuto (accedere a internet, telefonare, trovare la strada con un navigatore, fare una fotografia, programmare una lavatrice, eccetera). Per richiamarci alle origini di tante opportunità, non fa male che ogni tanto qualcuno offra al grande pubblico l’opportunità di ripercorrere il complesso cammino con il quale si è arrivati alla loro “democratica” messa a disposizione di strati sempre più vasti della popolazione. È quanto ha fatto Daniele Casalegno, professionista e appassionato milanese nel campo dell’elettronica e dell’informatica, con il libro Uomini e computer. Storia delle macchine che hanno cambiato il mondo.
Il libro è stato presentato il 26 gennaio durante una simpatica serata svoltasi nella Sala Biancamano del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, nel corso della quale sono intervenuti autorevoli esperti del mondo dell’informatica, quali il prof. Giorgio De Michelis del Dipartimento di informatica della Università di Milano-Bicocca e l’ing. Fulvio Capogrosso della IBM-Italia, sponsor della manifestazione.
Benché i testi sulla storia dei computer e dell’informatica non manchino nel panorama editoriale italiano, sia ad opera di autori italiani, sia come traduzione di alcuni dei numerosi testi disponibili sul mercato americano, il libro di Casalegno ci pare abbia il pregio di essere di facile lettura, e di non essere prolisso, pur senza essere superficiale. Ripercorrendo i passi essenziali della lunga storia che ha portato dai primi strumenti di ausilio al calcolo, alle prime macchine calcolatrici, per finire con la nascita dei personal computer, ci sembra quindi che il libro abbia i numeri per diventare un utile compendio non solo per i curiosi, ma anche per quanti svolgono attività di formazione e di didattica in campo informatico, proprio per dare ai loro allievi una visione ad ampio spettro della materia, prima che essi si perdano nei dettagli delle singole specialità.
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