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AMBIENTE/ Arrivano i microbi buoni: proteggono frutta e verdura dagli insetti nocivi

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La transizione verso un’agricoltura sostenibile rappresenta una delle maggiori sfide del nostro tempo con importante impatto sulla salute dell’uomo e degli animali, sulla biodiversità e gli equilibri dell’intero ecosistema. L’uso di pesticidi chimici per la difesa delle produzioni è una delle principali pratiche dell’agricoltura convenzionale con ripercussioni negative sul nostro ambiente: contaminazione degli alimenti, avvelenamento di operatori agricoli, inquinamento ambientale, rapida comparsa di specie nocive resistenti, distruzione di organismi non-target come insetti impollinatori, predatori e parassiti naturali.


Fin dal secondo dopoguerra, il controllo degli insetti nocivi in agricoltura e dei vettori di microrganismi patogeni per l’uomo e gli animali (come mosche e zanzare) è stato affidato quasi esclusivamente all’uso intensivo di sostanze chimiche. Benché questa strategia sia stata usata spesso con successo, il mondo scientifico e l’opinione pubblica sono ormai consapevoli dei reali rischi ad essa connessi.


Le crescenti preoccupazioni relative a questi problemi hanno recentemente stimolato la ricerca di sistemi di contenimento biologico degli insetti e il loro utilizzo in programmi di controllo integrato (Integrated Pest Management, IPM). Una delle più promettenti strategie consiste nella scoperta di un nemico naturale dell’insetto nocivo, per esempio l’agente di una malattia batterica, virale o fungina, che ne causa la morte. Il passo successivo è quello di introdurre questo agente di controllo naturale nell’ambiente in cui si trova l’insetto nocivo.


Bioecopest è un’azienda che opera nel campo della ricerca e sviluppo dei biopesticidi naturali e che nel nome racchiude tutta la propria mission: “bio” da biologico, “eco” da ecocompatibile e “pest” dal termine inglese utilizzato per definire gli insetti nocivi. Ma cosa sono i biopesticidi? Si tratta di agenti di controllo biologico, prodotti che derivano dall’ambiente naturale, da animali, piante o microrganismi.


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COMMENTI
13/10/2010 - Credenze e realtà (Piero Morandini)

L'articolo sostiene che "i biopesticidi sono sicuri e non costituiscono un rischio per l’uomo e la natura." Tale affermazione è non solo tutta da dimostrare, ma è contraddetta dalla realtà. Un noto esempio di biopesticida è il Bacillus thuringensis. Purtroppo B. thuringiensis (Bt), B. cereus, B. mycoides e B. anthracis sono membri dello stesso genere e sono anche molto simili. Il B. anthracis causa l'antrace, il B. cereus causa intossicazioni alimentari. Questi batteri contengono plasmidi (elementi genetici) che vengono facilmente scambiati tra ceppi diversi e cofificano per tossine che possono causare diarrea, vomito, danno a muscoli e reni...etc. Alcuni prodotti (fra cui quelli pubblicizzati nell'articolo) contengono batteri vivi e che quindi possono riprodursi e mutare. Non sostengo che i prodotti contenenti Bt oggi in commercio siano causa di grossi problemi, ma pretendere che non abbiano rischi è poco corretto. In un mondo così avverso al rischio, mi sembra che piante transgeniche (frutto di una modifica razionale meditata) contenenti le sole proteine Cry tossiche per larve di specifici classi di insetti siano un'alternativa più sensata. La credenza che gli organismi o le molecole "naturali" siano sicuri e quelli sintetizzati o manipolati invece pericolosi è figlia di una cultura che non valorizza l'intelligenza umana.