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AMBIENTE/ Arrivano i microbi buoni: proteggono frutta e verdura dagli insetti nocivi

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Una fondamentale differenza con i prodotti fitosanitari sintetici, ossia i pesticidi chimici con cui siamo abituati a fare i conti, è che i biopesticidi sono sicuri e non costituiscono un rischio per l’uomo e la natura. I biopesticidi, infatti, possono essere rappresentati da microrganismi antagonisti, come batteri, virus, protozoi, funghi, nematodi, o biochimici, dannosi per gli insetti infestanti che si vuole debellare dalle colture,ma assolutamente innocui per chi ad esempio va poi a consumare la frutta e la verdura così trattata.

  

Fra le principali scoperte protette da brevetto internazionale di Bioecopest, alcuni microrganismi entomopatogeni, nemici naturali di insetti nocivi. Tali microbi, innocui per l’uomo e per l’ambiente, normalmente agiscono sugli insetti per ingestione. Il meccanismo di azione viene esplicato nell’intestino dell’ospite, dove alcune proteine microbiche si legano specificamente a recettori della membrana plasmatica dell’epitelio intestinale, causandone l’alterazione della permeabilità e conseguenti processi degenerativi.

 

Il legame specifico proteine-recettori è un passaggio critico per il successo dell’azione insetticida. Poiché differenti ceppi microbici producono diverse proteine e poiché differenti specie di insetti hanno differenti recettori, solo la combinazione di tali fattori (specificità) si traduce nell’azione insetticida. Dunque, la chiave del successo è la scoperta di agenti di controllo naturale efficaci per specifici insetti nocivi target.


I laboratori di Ricerca & Sviluppo di Bioecopest, situati nella sede di Alghero del Parco Tecnologico della Sardegna, grazie al proprio know how sono impegnati in un’intensa attività di screening di microrganismi e molecole da questi prodotte, finalizzata alla discovery di nuovi biopesticidi naturali, efficaci ed ecocompatibili per la difesa delle piante, degli animali e dell’uomo dai parassiti, focalizzando su bisogni del mercato globale non ancora soddisfatti.

 



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COMMENTI
13/10/2010 - Credenze e realtà (Piero Morandini)

L'articolo sostiene che "i biopesticidi sono sicuri e non costituiscono un rischio per l’uomo e la natura." Tale affermazione è non solo tutta da dimostrare, ma è contraddetta dalla realtà. Un noto esempio di biopesticida è il Bacillus thuringensis. Purtroppo B. thuringiensis (Bt), B. cereus, B. mycoides e B. anthracis sono membri dello stesso genere e sono anche molto simili. Il B. anthracis causa l'antrace, il B. cereus causa intossicazioni alimentari. Questi batteri contengono plasmidi (elementi genetici) che vengono facilmente scambiati tra ceppi diversi e cofificano per tossine che possono causare diarrea, vomito, danno a muscoli e reni...etc. Alcuni prodotti (fra cui quelli pubblicizzati nell'articolo) contengono batteri vivi e che quindi possono riprodursi e mutare. Non sostengo che i prodotti contenenti Bt oggi in commercio siano causa di grossi problemi, ma pretendere che non abbiano rischi è poco corretto. In un mondo così avverso al rischio, mi sembra che piante transgeniche (frutto di una modifica razionale meditata) contenenti le sole proteine Cry tossiche per larve di specifici classi di insetti siano un'alternativa più sensata. La credenza che gli organismi o le molecole "naturali" siano sicuri e quelli sintetizzati o manipolati invece pericolosi è figlia di una cultura che non valorizza l'intelligenza umana.