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STAMINALI/ Vescovi: la speranza per la SLA (e non solo) è depositata nella Biobanca

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È chiaro che il trapianto o lo fanno adesso o non potranno più farlo. Inoltre, sono fortemente preoccupato per il tipo di modello scelto. Da quello che posso capire, stanno pensando a un trapianto in un caso di lesione spinale acuta; ma in casi del genere non è possibile predire come evolverà e quindi non capisco come pensano di interpretare i risultati: infatti, qualunque variazione si riscontri potrebbe essere dovuta semplicemente all’evoluzione fisiologica della lesione. Agire in tale situazione mi sembra – ma è un parere molto personale - più simile all’utilizzo dell’essere umano come cavia e non a finalità terapeutiche. E poi non ci vogliono tutti quei soldi. Tenga presente che nel nostro caso, con tutte le difficoltà aggiuntive che ci sono nel no-profit, abbiamo speso due milioni di euro.


Cosa pensa invece dell’annuncio dell'Harvard Stem Cell Institute di un nuovo metodo per riprogrammare le cellule?


Sulla riprogrammazione delle cellule adulte ho più volte espresso delle valutazioni positive. Quando Yamanaka ha diffuso i suoi risultati c’erano già delle evidenze sperimentali dirette: un nostro articolo su Science del 1999, molto criticato, mostrava che da una cellula adulta di un certo tessuto si potevano produrre cellule di altri tessuti. Insomma, che si potessero ottenere cellule staminali senza produrre embrioni era nell’aria. Yamanaka ha avuto il grande merito di crederci e soprattutto di sviluppare una tecnica adatta. Ora, nell’arco di cinque anni, abbiamo ormai cellule umane clonate e quasi pronte per la sperimentazione umana. Non ho mai visto un settore svilupparsi così rapidamente e con una tale coerenza di risultati. Questa è la strada che la scienza propone e che tutti stanno seguendo; non lo dico solo io, l’ha scritto recentemente il New York Times. Pertanto è difficile giustificare l’insistenza su altri approcci, come quelli di coloro che hanno propugnato l’utilizzo di cellule embrionali per interessi che poco hanno a che fare con il bene del paziente ma per loro interessi scientifici, ideologici, politici o puramente commerciale.

 

Quindi è questa la tecnica del futuro?


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