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UNIVERSO/ Dunlop (fisico del RHIC): vi spiego cos'è successo al cosmo dopo il Big Bang

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Non si sa. Finora nessuna misurazione indica che l’universo sarebbe stato diverso, a parte che sarebbero state rovesciate le quantità conservate. Per esempio negli atomi, invece di elettroni con carica negativa che ruotano attorno a nuclei caricati positivamente, avremmo anti elettroni con carica positiva attorno ad antiprotoni con carica negativa. La massa e la chimica degli antiatomi sarebbe identica a quella dei nostri atomi e avremmo ancora stelle, galassie e tutte le caratteristiche del nostro universo.

 

Tuttavia, secondo una spiegazione della asimmetria materia-antimateria le leggi fisiche che governano la materia sono leggermente diverse da quelle che regolano l’antimateria. In tal caso, l’universo sarebbe del tutto diverso. Al RHIC abbiamo una possibilità di verificare la questione esaminando le proprietà dell’antimateria, come l’antiipertritone già citato.

 

 

I risultati del Cern di Ginevra, annunciati il 22 settembre scorso, sono compatibili con quelli del RHIC?

 

A prima vista questi risultati sono compatibili ed erano prevedibili basandosi sui dati del RHIC. La cosa esaltante è che sono stati osservati. Al RHIC, la “cresta” è un fenomeno visto solo quando si crea un sistema grande abbastanza da essere considerato materia, che poi scorre e esplode nel vuoto circostante. Questo non avviene nella collisione protone-protone, ma comincia a mostrarsi con l’aumento della grandezza dei nuclei in collisione. Vi sono diverse spiegazioni per questo fenomeno: una delle spiegazioni più accettate, che implica una forma estremamente densa di materia conosciuta come "Color Glass Condensate", aveva previsto che l’effetto si sarebbe mostrato nella collisione protone-protone con energia e molteplicità sufficientemente alte.

 

All’LHC una interpretazione è che con l’energia e molteplicità più elevate il sistema può essere trattato come materia che esplode anche nella collisione protone-protone. Questa osservazione è solo una delle osservazioni effettuate al RHIC e sarà eccitante vedere se tutti i caratteri della materia visti al RHIC nelle collisioni oro-oro sono presenti nelle collisioni protone-protone all’LHC.

 

 

Pensate di poter rivelare anche il bosone di Higgs nei vostri laboratori?

 

Il bosone di Higgs è una particella postulata per spiegare le masse delle particelle fondamentali nel Modello Standard, i quark e i leptoni. Non lo si è ancora visto, ma l’LHC è stato costruito con l’obiettivo principale di osservarlo, se esiste, o di escludere la sua esistenza. RHIC non ha l’energia per osservare il bosone di Higgs, ma la sua più grande meta è di capire la forza che lega insieme protone e neutrone nel cuore di tutta la materia visibile. Questo legame fornisce la maggior parte della massa del protone e del neutrone e quindi circa il 95% della massa dell’universo visibile.

 

(Pietro Vernizzi)



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