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IL CASO/ 1. Caro Edwards, quante vite di bambini è costato il tuo Nobel?

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Per restare in Inghilterra, la patria del neo-premiato Nobel, i dati più recenti resi disponibili dalla Human Fertilization & Embriology Authority (HFEA), che si riferiscono all’anno 2007, non lasciano spazio a equivoci: il numero di nascite per ciclo di FIV-ET è complessivamente pari al 23,7%, e oscilla tra il 32,3% per le donne con età inferiore ai 35 anni e meno del 12% per quelle oltre i 40 anni.

 

Poiché il numero di cicli di FIV-ET, realizzati in quell’anno, è pari a quasi 47.000, se il numero di embrioni generati in vitro e trasferiti fosse stato anche uno solo per ciclo, poco meno di 36.000 di essi sarebbero andati perduti, a fronte di 13.672 bambini nati (tenuto conto delle gravidanze multiple, il 23% del totale delle gestazioni da FIV).


Ma è noto, dai protocolli dei cicli di FIV-ET, che la quantità di embrioni generati per ciclo, selezionati morfologicamente e talora anche citogeneticamente e trasferiti in utero è assai superiore all’unità, un dato che eleva il numero di quelli che hanno perso la loro vita in una delle fasi dell’intera procedura ben oltre la cifra sopra rappresentata.

 


La diffusione della pratica della FIV-ET (negli Stati Uniti, più di una nascita su cento è dovuta a questa tecnologia biomedica) ha introdotto anche, quasi in modo impercettibile da parte della società, una concezione eugenetica del concepimento e della nascita, che solo le legislazioni di alcuni Paesi (come l’Italia) sono riuscite a contenere: la disponibilità per la manipolazione e l’analisi degli embrioni in vitro, prima del loro annidamento nell’endometrio materno, ha reso di fatto possibile la selezione dei concepiti rispetto alla loro “qualità” biologica, dei concepiti (diagnosi prima dell’impianto), consentendo l’eliminazione fisica di quanti sono portatori cariotipo o il genotipo identificato nell’embrione e la salute del nascituro) di difetti o imperfezioni reali o presunti (considerata la notevole incertezza che grava sul rapporto tra il cariotipo o il genotipo identificato nell’embrione e la salute del nascituro).


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COMMENTI
06/10/2010 - per completare il concetto di De Benedetto (Collina Andrea)

... contro tutto e contro tutti... in una parola (citando San Paolo), contro il Mondo, contro il Maligno... Nella eterna battaglia che c'è dal primo istante della Creazione, fino alla fine e alla dissoluzione del mondo e dei tempi. La Chiesa è contro il Maligno, contro il Mondo e nel mondo fa sentire la sua voce contro... E perché è contro il Maligno??? Solo perché è completamente immersa nell'amore che Dio prova ogni istante per ogni sua piccola e fragile creatura, come essa sia: embrione abortito, troglodita medievale, teologo della liberazione, omosessuale accoppiato, prete pedofilo o padre di bambini, donna disinibita, bebé selezionato, ammalato disperato: in una parola l'Uomo!

 
05/10/2010 - A proposito di trogloditi (luisella martin)

Anche i trogloditi pensano...poi espongono il loro pensiero con le parole (o con mugugni e versi qualora non conoscessero ancora un linguaggio per comunicare)...poi traducono le loro parole in azioni... Questi trogloditi sono i nostri progenitori e per migliaia di anni hanno generato figli senza provette. Si sono macchiati di molte colpe in ..."pensieri, parole, opere ed omissioni" mentre a poco a poco si civilizzavano,riempiendo il mondo di guerre,fino ad arrivare ad oggi...Rimangono ancora esemplari non evoluti fra noi, molto ben mimetizzati, sicché resta il dubbio se sia più troglodita l'uomo che non conosce la fisica quantistica o il dottor Edwards che non ha distinto tra cellula vegetale,cellula animale e cellula umana per i suoi esperimenti...

 
05/10/2010 - quante vite è costato il tuo Nobel? (alessandra de pra)

Vorrei tornare a questa domanda. Non avrei niente in contrario alla fecondazione assistita, se non fosse per il suo prezzo: quante vite? Quante vite, per un bambino. Se anche fosse una sola, un bambino che muore perchè un altro viva, sarebbe un prezzo accettabile? Un prezzo con cui paghiamo che cosa, in fin dei conti: il limite naturale nel dare la vita. Un limite che valichiamo dando la morte.

 
05/10/2010 - Un Nobel alla Chiesa mai perché ama la vita. (claudia mazzola)

Se per qualcuno la Chiesa è così contro tutto, come mai non è contro la vita?

 
05/10/2010 - No alle manipolazioni sulla vita umana (GIOVANNI PIERONI)

Queste tecniche di riproduzione artificiale andrebbero bandite ovunque in quanto non rispettose della dignità umana. Probabilmente oggi un premio lo avrebbe preso anche il Dott. Mengele

 
05/10/2010 - Riceviamo e pubblichiamo (Vittorio Crippa)

Apprendo che il " Nobel" per la medicina 2010 è dato al ginecologo inglese Robert Edwards per le ricerche sulla fertilità in vitro. Il merito del dott.Edwards è quello di aver trasferito nel settore "umano" un metodo ampiamente usato nel settore della "veterinaria" per la selezione dei capi di bestiame. Oltre 4 milioni sono i figli della "provetta",molti di più sono gli aborti provocati da questa metodica, si deve anche considerare la frustrazione delle donne, che hanno avuto insuccesso clinico, che sono numerose, casi che riscontriamo quotidianamente. Leo Aletti ginecologo, Milano

 
05/10/2010 - vocazione o istinto. (Marco A. Pierotti)

Il vero problema consiste nella domanda iniziale: la tensione alla maternità/paternità è vocazione o istinto? La biologia ci insegna che la trasmissione dei propri geni è istintuale. L'esperienza mostra che la vocazione sta nel crecsre non nel "fare" figli. Quindi la innovazione metodologica del Prof. Edwards ha corrisposto ,come l'assegnazione di un Nobel in Medicina richiederebbe, ad un bisogno dell'umano?

 
05/10/2010 - troglodita? (Flavio Dal Corso)

é meraviglioso osservare la razionalità e lucidità logica di uno che dà del troglodita a chi non la pensa come lui.

 
05/10/2010 - LA CITTA' MEDIEVALE (alessio di benedetto)

Riportare che cosa pensa il Vaticano della fecondazione assistita (proibita in Italia-Vaticania) è come chiedere ad un troglodita che cosa ne pensa della fisica quantistica. I giornali genuflessi della teocrazia Italiana o la smetteranno di riportare continuamente ciò che ne pensa codesto paese medievale dove la pena di morte è stata tolta soltanto nel 2001 o noi ci rifiuteremo di leggerli. La chiesa di Roma è sempre stata contro qualsiasi cosa che non favorisse i suoi interessi economici: è contro la libertà di stampa, contro i Gay, gli omosessuali, i DICO, I PACS, i matrimoni gay, contro unioni di fatto e il matrimoni dei preti, contro la libertà di culto e la sovranità popolare, in nome della sua visione totalitaria, intollerante ed illiberale che, da Costantino (IV sec.) in poi, l’ha contraddistinta in modo inequivocabile, contro le staminali, la maternità assistita, contro i comunisti e gli ebrei, contro i campesinos e la Teologia della liberazione, contro i processi per pedofilia a carico dei suoi chierici, contro i pagani, gli atei, contro tutte le altre religioni, contro il libero pensiero, contro la scienza e la conoscenza, contro la donna, le moderne tecnologie biomediche, la clonazione, l’esame prenatale, il parto indolore, l'inseminazione artificiale, contro la giustizia civile, contro le vittime di abusi sessuali clericali, contro i divorziati, i laici ed il relativismo, contro l'uso dei preservativi in Africa, contro il diritto costituzionale all'aborto, contro