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CHIMICA/ Dal mar dei Caraibi alla sintesi organica: così il palladio porta al Nobel

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Il premio Nobel del 2010 è stato assegnato con un’unica motivazione - «per il cross-coupling catalizzato dal palladio in sintesi organica» - a tre ricercatori, indipendenti tra loro, che hanno sviluppato metodi di sintesi differenti ma unificati dall’uso di composti di palladio come catalizzatori di reazione di addizione di molecole organiche. Sono Richard F. Heck (nato negli Usa nel 1931, Università del Delaware, Usa), Ei-ichi Negishi (nato in Giappone nel 1935, Università J.Purdue, Usa) e Akira Suzuki (nato in Giappone nel 1930, Università di Hokkaido, Giappone).


Con il termine organiche si indicano le sostanze le cui molecole sono, per la gran parte, formate da atomi di carbonio, per cui la chimica organica è essenzialmente la chimica del carbonio. Tra le molecole organiche troviamo, da una parte, quella semplicissima e piccolissima del metano, all’estremo opposto la gigantesca molecola del DNA; nel mezzo si trovano le materie plastiche, le sostanze medicinali, quelle alimentari e persino i carburanti.


Un problema molto importante in chimica organica è quello di “giuntare” molecole piccole per formare molecole più grandi attraverso un legame carbonio carbonio. Il problema è antico; la prima sintesi di questo tipo risale a Wurtz (1855). Già in questa sintesi si fa uso di un metallo, il sodio, e l’intervento di metalli per “costringere” gli atomi di carbonio di molecole distinte a legarsi tra loro è una costante che si è mantenuta fino ai giorni nostri. Il Nobel per la chimica del 1912, infatti, è stato dato a Grignard, per un metodo di sintesi imperniato su composti di magnesio con molecole organiche che è stato utilizzato anche per formare legami carbonio - carbonio.


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