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SCLEROSI MULTIPLA/ Giancarlo Comi: Ecco perché le scoperte di Paolo Zamboni non sono sufficienti a spiegare la malattia

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L’individuazione della Ccsvi è meritevole di essere presa in considerazione. Ma metterla direttamente in correlazione con la sclerosi multipla e sostenere, come ha fatto il programma Le Iene, che il ministro della Salute dovrebbe facilitare il fatto che tutti i pazienti seguano questa terapia, è una pura follia. Nel video alcuni pazienti di Zamboni raccontano di avere recuperato nel giro di pochi secondi la sensibilità delle mani, ridotta a causa della sclerosi multipla. Ma se una persona ha subito dei danni nervosi non è rimuovendo la causa che il tessuto riprende a funzionare. Perché si riformino le parti danneggiate (la cosiddetta mielina) occorrono alcune settimane. Più in generale ho trovato molto criticabile il modo completamente fideistico con cui Le Iene hanno descritto la terapia di Zamboni. Bisogna essere più prudenti prima di generare certe aspettative nei malati.
 

E’ un fatto però che i pazienti di Zamboni intervistati dalle Iene sostenevano di avere avuto dei benefici…

Anch’io sono riuscito a fare camminare una paziente che da tre anni era in carrozzina, ma non ho mai raccontato di averla guarita: semplicemente lei si era convinta di non sapere più camminare, mentre i nervi delle sue gambe funzionavano ancora perfettamente. Si deve esplorare ogni ipotesi con un minimo di plausibilità scientifica. Tutto il resto è fuffa.
 

E qual è il metodo per farlo?

 

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