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SCLEROSI MULTIPLA/ Giancarlo Comi: Ecco perché le scoperte di Paolo Zamboni non sono sufficienti a spiegare la malattia

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Tenere conto dell’effetto placebo. La nostra psiche è fragile, e se siamo convinti che una terapia ci guarirà, questo produce fin da subito degli effetti anche biologici. Una sperimentazione rigorosa ha bisogno quindi della controprova: su due pazienti, a uno è somministrata la nuova cura e a un altro quella tradizionale, ma nessuno dei due deve sapere quale sta ricevendo. Solo così si capisce se la nuova terapia produce benefici reali. Un intervento chirurgico come quello di Zamboni in ogni caso non è privo di rischi e soprattutto può convincere il malato a sospendere le terapie tradizionali.


Quali sono le cause della sclerosi multipla?
 

Esiste certamente una predisposizione genetica. Lo prova il fatto che in un caso su tre, se uno dei due gemelli identici ha la sclerosi multipla, anche l’altro ce l’ha. Ma non è l’unico fattore a incidere sulla malattia. Secondo una ricerca di Francesca Alvisi, dell’Istituto superiore della sanità, la causa sarebbe il «virus del bacio», che produrrebbe un’infezione tale da scatenare una risposta abnorme dell’organismo. Un’ipotesi che ritengo verosimile, anche se non è certamente l’unico fattore in gioco.


Ma a parte le ricerche di Zamboni, quali sono le ultime novità per quanto riguarda le terapie per la sclerosi multipla?

 

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