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EVENTI/ I cent’anni energici di Milano (e della signora Angela)

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Anno di grandi anniversari, questo 2010, per l’imprenditoria italiana. A maggio è stata la Confindustria a ricordare il suo centenario ed ora è la AEM di Milano a ricordare i suoi cento anni di attività. Associamo fra di loro questi due eventi perché curiosamente questi due organismi - il primo  simbolo  della imprenditoria privata e il secondo che è uno dei più riusciti esempi di imprenditoria pubblica-municipale - hanno deciso di celebrare il loro centenario con due mostre  tenute nello stesso luogo, la Triennale di Milano,  mostre che puntano entrambe sulla immediatezza della comunicazione visiva tramite la fotografia e i filmati storici, per trasmettere al grande pubblico il fascino delle storie aziendali.

Piuttosto diversi, comunque gli stili delle due mostre. Più classico quello della Confindustria basata su un’ampia panoramica di immagini a stampa, più moderna l’impostazione della mostra dell’AEM, nella quale l’architetto Luca Cipelletti ha sfruttato abilmente il limitato spazio a disposizione nella Sala Impluvium della Triennale per collocare sette postazioni multimediali nelle quali scorrono le immagini più significative della storia dell’azienda, tratte dal suo ricchissimo archivio fotografico e cinematografico.

Particolarmente impressionante la postazione centrale (I percorsi dell’energia), costituita da una sorta di grande plastico elettronico della Lombardia, sul quale viene evidenziato, con una traccia luminosa, il percorso del grande flusso di energia che l’azienda ha saputo portare dalla Valtellina fino a Milano; e vengono contemporaneamente proiettate le  immagine  della costruzione degli impianti (dighe, centrali, elettrodotti) realizzati dall’AEM nel corso della sua storia centenaria. Nelle altre postazioni al contorno scorrono invece le immagini di un intenso rapporto che l’azienda ha saputo mantenere, in tutti questi anni, con  i suoi utenti, con i suoi dipendenti, con la città, le sue luci e le sue architetture. Completa la mostra una bella panoramica di immagini d’autore, scattate da fotografi famosi, dedicate a Milano e al lavoro dell’AEM.

A riguardo della mostra, peraltro molto bella e ben allestita, se ci è permesso un piccolo appunto, ci sembra che essa sia un po' troppo concentrata sul periodo "glorioso" della costruzione degli impianti idroelettrici valtellinesi (dalle origini agli anni '60) e trascuri eccessivamente, da un lato  gli anni più recenti, nei quali l'azienda ha costruito e trasformato i suoi impianti termoelettrici, ed ha ampliato lo spettro delle sue attività (gas, telecomunicazioni, rifiuti), dall'altro il periodo immediatamente precedente alla sua fondazione. Il quale ci sembra invece faccia parte a pieno titolo della storia dell’impegno municipale nella produzione di energia elettrica, che iniziò già nel 1905 con la messa in servizio della centrale termoelettrica di piazza Trento, vicino allo scalo ferroviario di Porta Romana.



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