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EVENTI/ I cent’anni energici di Milano (e della signora Angela)

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A questo proposito, come è stato  accennato nel corso degli interventi alla cerimonia inaugurale, val la pena anche di ricordare che nel primo decennio del Novecento l’idea di contrastare il monopolio locale dell’energia elettrica che bene o male era stato instaurato a Milano della Edison, nacque per un felice connubio fra le forze popolari che si ispiravano ai concetti allora in voga del “socialismo dell’acqua e del gas”, cioè del rendere accessibili ai ceti popolari i mezzi moderni in grado di garantire salubrità, energia e  comodità domestica, ed una buona parte dei ceti industriali preoccupati di dover pagare a prezzi esorbitanti l’energia elettrica che stava diventando indispensabile per i loro processi produttivi. Fu da questo connubio di “capitale e lavoro” che venne  l’ampio consenso referendario del 10 aprile 1910 che sancì la nascita della AEM.

Ma fu anche grazie al sano pragmatismo milanese, anche allora contrapposto al burocratismo romano, che fu possibile anticipare i tempi della costruzione del primo impianto idroelettrico di Grosotto e della lunga linea ad alta tensione che portava la corrente elettrica a Milano, cosicché, val la pena di ricordarlo, l’energia valtellinese poté fluire in città già un paio di mesi prima che l’azienda fosse ufficialmente costituita (8 dicembre 1910). E il buon effetto economico dell’iniziativa si vide subito perché il costo medio dell’elettricità a Milano, che era già sceso notevolmente all’ingresso in servizio della centrale di Piazza Trento, calò ulteriormente.

Energia a buon mercato, sia essa elettricità, calore o (indirettamente) trattamento dei rifiuti  è in fondo quello che ancora oggi tutti i consumatori chiedono alle aziende, ormai non più solo elettriche, ma energetiche, come la AEM o la sua erede A2A. Ma anche energia prodotta con un sempre maggior rispetto dell’ambiente, perché non siamo più come i nostri poveri bisnonni, che beneficiarono della energia pulita prodotta dalle acque dell’Adda, ma avevano solo il carbone e dovettero sopportare anche delle fumose centrali o delle officine del gas, in pieno territorio cittadino.

In questo senso ci è sembrato simpatico e nello stesso tempo emblematico un piccolo episodio accaduto nel corso dell’inaugurazione della mostra, durante la quale è stato consegnata una targa di benemerenza alla signora Angela, un’arzilla centenaria scelta come simbolica rappresentante di tutti gli utenti dell’azienda. Ricevendo questo riconoscimento e un bel mazzo di fiori la signora ha chiesto: “Ora mi darete anche la corrente e il gas gratis?”
 



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