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INVENZIONI/ Dieci invenzioni «esplosive» che hanno ucciso i loro scopritori

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ELIZABETH ASCHEIM – Dopo la morte della madre, Elizabeth Fleischman Acheim si sposò con il medico della sua famiglia, Woolf. Woolf era molto eccitato per la nuova scoperta di Wilhelm Conrad Rontgen, i raggi X. Sua moglie divenne ugualmente interessata e rinunciò al suo lavoro da bibliotecaria per proseguire gli studi in scienze dell’elettricità. Infine acquistò una macchina per i raggi X e la tenne nell’ufficio del marito che era il primo laboratorio ai raggi X di San Francisco. Utilizzando se stessi come «cavie», Elizabeth e il marito trascorsero alcuni anni a compiere esperimenti con l’apparecchiatura. Sfortunatamente, non si resero conto delle conseguenze della loro mancanza di protezione dai raggi X ed Elizabeth morì per un tumore estremamente diffuso e violento.

 

JEAN FRANCOIS DE ROZIER – Jean Francois era un insegnante di chimica e fisica. Nel 1783 fu testimone del primo volo al mondo della mongolfiera, che creò in lui la passione per il volo. Dopo avere provato diversi voli con una pecora, una gallina e un’anatra, tentò il primo volo libero in una mongolfiera con a bordo un equipaggio umano. Viaggiò a un’altitudine di 3mila piedi utilizzando un pallone con aria calda. In seguito, De Rozier pianificò di attraversare il canale della manica dalla Francia all’Inghilterra. Prese il volo, ma sfortunatamente dopo avere raggiunto i 1.500 metri di altitudine con un pallone riempito da una miscela di acqua calda e gas, la mongolfiera esplose e De Rozier morì precipitando.

 

HUMPHRY DAVY – Sir Humphry Davy era un brillante chimico e inventore inglese. Il suo esordio nella carriera scientifica fu molto duro. Quando era ancora un giovane apprendista, fu licenziato dal suo lavoro perché aveva provocato troppe esplosioni mentre realizzava gli esperimenti. Era così appassionato di chimica che la scelse come campo per la sua carriera. Aveva l’abitudine di inalare diversi gas mentre li utilizzava per gli esperimenti. Fortunatamente questa abitudine lo portò alla scoperta delle proprietà anestetiche del protossido di azoto. Ma sfortunatamente, la stessa abitudine lo portò in diverse occasioni molto vicino alla morte. I frequenti avvelenamenti con il gas lo resero incapace di lavorare per gli ultimi 20 anni della sua vita. Danneggiando inoltre permanentemente i suoi occhi con un’esplosione di tricloruro di azoto.

 

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