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SINDROME SCLERODERMICA/ Una donna inglese di 61 anni ne dimostra trenta di meno. Come mai?

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LE CONSEGUENZE NEGATIVE – Cosa comporta soffrire di questa sindrome? Per Susan parecchi problemi e molta sofferenza. Qualche settimana fa Susan e la sua famiglia si sono recati in Francia per una breve vacanza. Le condizioni atmosferiche erano di freddo e umidità, tanto che Susan è dovuta rimanere in macchina per il dolore che il freddo le procurava.

La sua pelle è talmente irrigidita a causa della malattia, che la donna non riesce neanche a pelare le patate. Non può sopportare temperature rigide o comunque basse, la pioggia e l’umidità. Susan ha scoperto di soffrirne l’inverno scorso, quando le temperature sono scese: le dita delle sue mani si ghiacciarono lasciandola con formicolio e disturbi vari.

Attualmente si sta curando con stereodi e pillole. I medici le hanno detto che le sue condizioni dovrebbero stabilizzarsi nel giro di cinque anni.

I RISCHI – La riduzione del flusso sanguigno può portare a forme di ulcere dolenti. In alcuni casi si formano sulla cute piccoli depositi di calcio che si possono rompere e da cui fuoriesce materiale biancastro. Nei casi peggiori, la malattia colpisce gli organi interni, in special modo l’apparato digerente, i polmoni, il cuore e i reni. Nei casi in cui viene colpito l’esofago, esso ha difficoltà a spingere il cibo nello stomaco. Difficoltà dunque nel deglutire bevande e cibo.

In altri casi viene avvertito un bruciore retrosternale, causato da un passaggio di acido dallo stomaco verso l’esofago. Può essere colpito anche l’intestino: in tali casi esso perde la sua fisiologica motilità, causando stipsi o diarrea. La maggior parte di chi soffre di questa malattia può non peggiorare, in alcuni casi si arriva al miglioramento. In casi di peggioramento, esso avviene in modo molto lento per cui anche i rischi di mortalità sono limitati.



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