BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPAZIO/ Dalla nebbia di raggi gamma spunta il buco nero galattico

Pubblicazione:

bubble_fermiR400.jpg

È un fatto noto oramai da qualche anno che il centro della nostra via Lattea ospiti un buco nero supermassiccio, con una massa di qualche milione di volte il nostro Sole. Tuttavia, contrariamente a molti altri buchi neri della stessa “taglia” presenti in altre galassie, il nostro buco nero è insolitamente tranquillo, tanto che solo negli ultimi anni ci siamo resi conto della sua esistenza.

Una nuova scoperta del satellite Fermi della Nasa, lanciato nel 2008, potrebbe invece mostrare segni di un passato tutt’altro che tranquillo del nostro buco nero. Ciò che le immagini rilasciate mostrano sono due “bolle” che emettono nei raggi gamma, di dimensioni enormi: si estendono per 50.000 anni luce a nord e a sud del centro galattico; per dare un elemento di confronto, la Terra e il Sole si trovano ad una distanza di circa 27.000 anni luce dal centro galattico.

La scoperta è stata resa possibile dalla sensibilità e dalla risoluzione di Fermi, superiori a tutti i precedenti satelliti che come lui hanno osservato il cielo nei raggi gamma. Un’altra caratteristica unica del satellite dedicato al grande fisico italiano è la sua capacità di guardare tutto il cielo in sole tre ore.

Usando i dati di un anno e mezzo di osservazioni del rivelatore Large Area Telescope (LAT) a bordo di Fermi, il gruppo di ricercatori condotto da Doug Finkbeiner, astronomo dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge (Massachusetts) è riuscito a evidenziare le strutture. Per far questo è stato necessario sottrarre alle immagini la “nebbia” di raggi gamma che ci raggiunge da tutto il cielo. Questa emissione diffusa è dovuta all’interazione di particelle ad alta energia con il materiale interstellare. I ricercatori del LAT hanno sviluppato nel corso degli anni modelli molto dettagliati di questa emissione, tanto da poterla sottrarre ai dati di Fermi e a consentirci di vedere ciò che sta dietro la nebbia: queste due enormi bolle.

 



  PAG. SUCC. >