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CONFERENZA SUL CLIMA/ A Cancun ambiente fa rima con salute. Ma chi se ne accorge?

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Il documento quindi identifica alcuni esempi, tratti dalle pubblicazioni scientifiche, di come le azioni per ridurre le emissioni possano anche portare a miglioramenti sanitari. Un esempio riguarda le attività domestiche ed è studiato nel contesto dell’India. È stato valutato che un programma decennale che preveda la sostituzione degli attuali forni da cucina con 150 milioni di forni a bassa emissione potrebbe prevenire circa due milioni di morti premature causate dall’esposizione a inquinanti domestici responsabili, in particolare, di ostruzioni croniche delle vie respiratorie nelle donne e di infezioni acute nei bambini. Il programma darebbe comunque un contributo alla più generale  riduzione dell’effetto-serra.

Un altro esempio di sinergia tra lotta al cambiamento climatico e miglioramento della salute riguarda la mobilità urbana. Studi relativi a città come Londra e New Delhi hanno mostrato che l’abbinamento del cosiddetto trasporto attivo (in pratica spostarsi in bicicletta o a piedi) e l’impiego di veicoli con motori a bassa emissione può portare al duplice risultato di ridurre i gas serra e di alleggerire il fardello delle malattie croniche. Le proiezioni relative a New Delhi parlano di una riduzione del 11-25% delle malattie cardiovascolari e degli infarti e del 6-17% in meno di diabetici.

Sarebbe curioso se non fosse preoccupante un altro fatto segnalato dallo IAMP: una delle principali fonti di emissioni dannose per la salute è proprio … il sistema sanitario. Il National Health Service inglese, ad esempio, avrebbe immesso in atmosfera nel 2007 oltre 21 milioni di tonnellate di CO2 equivalente: a contribuire a tale quota sarebbero gli approvvigionamenti per il 59%, l’energia per gli edifici (24%) e i viaggi (17%). Lo stesso NHS sta varando misure per la riduzione delle sue emissioni del 10% entro il 2015, incoraggiando i trasporti attivi tra il personale, promovendo l’efficienza energetica e le fonti a basso contenuto di carbonio e organizzando l’approvvigionamento con sistemi low carbon.

Peccato che i Paesi che più potrebbero giovarsi dell’accoppiata ambiente-salute, come l’India e la Cina, saranno anche a Cancun, come già a Copenhagen, tra i principali oppositori della firma di accordi vincolanti come quelli che continuerà a proporre la vecchia ma sognatrice Europa.

 



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