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ENERGIA/ Tutti i dati finiscono in rete (purché sia “intelligente”)

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Questo pianeta che diventa sempre più “intelligente” cosa significa per il contesto dell’energia? «Ci porta direttamente al concetto di smart grid, di rete intelligente. Che in pratica vuol dire sovrapporre la rete informatica alla rete fisica attraverso l’installazione di sensori, cioè apparecchiature capaci di raccogliere i dati  fisici, i parametri ambientali, di misurare capillarmente (attraverso i contatori digitali) i dati che quantificano i flussi energetici. Da ciò deriva la possibilità di modellizzare la realtà del sistema energetico per poi prendere le decisioni più vantaggiose per l’uomo e per l’ambiente».

Il fatto interessante è che la sovrapposizione di questa rete informativa alla sottostante rete energetica avviene contemporaneamente ai cambiamenti di paradigma indicati prima e che vanno nella direzione di un sistema distribuito. Ecco allora emergere l’altro livello del mutamento in atto, quello sociale che poco o tanto sta già coinvolgendo tutti noi in quanto utilizzatori. «Venticinque anni fa dell’utilizzatore finale nessuno sapeva nulla; per il fornitore di energia era solo un’utenza anonima e non attirava particolari attenzioni. Ora invece ci avviamo a diventare quello che alcuni sociologi hanno già battezzato col termine prosumer, cioè insieme produttori e consumatori».

Cambiano quindi i ruoli e il tipo di interazione: tutti possono immettere e prelevare energia dalla rete e si innesca una fitta e articolata serie di scambi che trasforma la catena del valore. Cambiano i messaggi che l’industria lancia ai clienti: da “utilizza di più” a “cerca di risparmiare e utilizzare in modo efficiente”.

Anche il modello delle interazioni si trasforma: prima gli scambi erano a senso unico, dall’industria all’utente, e il ritorno era solo il dato utile per predisporre la bolletta; adesso c’è un sistema più elaborato, non lineare, basato sulla reciprocità, con più scambi e tanti soggetti (terze parti, soggetti finanziari, cooperative, industrie, singoli …). Per rendere l’idea, Drago suggerisce l’efficace analogia di un Centro Commerciale: «in un’unica realtà agiscono tanti attori, con tanti flussi e un intreccio di scambi e transazioni».



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