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MALATTIE DELLA POVERTA’/ Tubercolosi, colera, malaria: il ritorno di un incubo

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MALARIA
– La malattia portata dalle zanzare che ha origine nelle zone paludose e ricche di acquitrini, è considerata debellata in Italia sin dagli anni Trenta, grazie alle grosse bonifiche di ampie zone del Lazio e della Toscana effettuate in epoca fascista. Nel secolo precedente, si calcola morissero in Italia circa 15mila persone all’anno a causa della malaria. Ma negli ultimi tempi si è assistito a un ritorno anche nel nostro paese della terribile malattia. Nel nostro paese si registrano più di mille casi di malaria ogni anno.

Questo fenomeno è dovuto in parte anche alla diffusione di ceppi di P.falciparum resistenti ai farmaci antimalarici. Come mai questo ritorno? Per via dei molti viaggiatori che si recano in paesi africani (dove si registra il 90% dei casi di malaria di tutto il mondo) per turismo o lavoro, e viceversa, i molti immigrati che arrivano in Europa. Il rischio di contrarre l'infezione è molto elevato in caso di soggiorno in Africa intertropicale, mentre è inferiore, salvo alcune aree altamente endemiche, in caso di soggiorno in America latina e in Asia.

Ogni anno circa 10.000-30.000 viaggiatori europei e americani si ammalano di malaria. Assieme alla tubercolosi e all’Aids, la malaria è oggi una delle principali emergenze sanitarie del pianeta. Oltre a essere endemica in molte zone del pianeta, la malaria viene sempre più frequentemente importata anche in zone dove è stata eliminata, grazie ai movimenti migratori e ai viaggi. Annualmente, le persone che muoiono nel mondo a causa della malaria sono circa un milione.



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