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ENERGIA/ Nuove serre per combattere … l’effetto serra

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Ed ecco allora le iniziative dell’Enea.Una è il Progetto Greenery: una sperimentazione finalizzata alla realizzazione di coperture a verde mediante la coltivazione in verticale (per le pareti) e in orizzontale (pianterreni, terrazzi e balconi) di essenze vegetali. Le analisi dell’UTEE- Enea mostrano che si possono ottenere risparmi di energia fino al 5% della spesa per i sistemi di riscaldamento degli edifici nei periodi freddi e riduzioni fino al 20% della spesa di energia per il raffrescamento degli edifici nei periodi caldi. Il servizio Agricoltura dell’UTEE ha preso in considerazione l’edificio prototipo di “casa energeticamente sostenibile” per avviare una ricerca mirata alla definizione dei parametri biologici ed energetici per lo sviluppo di sistemi vegetali installati a parete e sui terrazzi dell’edificio al fine del risparmio e dell’efficienza energetica.

L’altra  riguarda i sistemi serra a basso consumo energetico: prevede la realizzazione di serre per produzioni vegetali sostenibili che favoriscono l’impiego di energie rinnovabili per la climatizzazione termo-udometrica. Per il solo riscaldamento delle serre in Italia si stima un consumo medio di energia tra 300.000 e 500.000 Tep/anno e una spesa elettrica di almeno 10.000 Tep/anno. A questi occorre aggiungere circa 2,5-3 Tep/anno di energia sotto forma di fertilizzanti e fitofarmaci; e non vanno dimenticate le materie plastiche: per la produzione del polietilene sono richiesti 92-111 MJ/kg, per il polivinilcloruro 85-107 MJ/kg, per il polistirolo 118-160 MJ/kg, per il poliestere 170-222 MJ/kg).
Se consideriamo che il consumo di 1Tep di gasolio genera 3,1 tonnellate di CO2, la climatizzazione termica nell’agricoltura protetta in Italia, prevalentemente effettuata con derivati del petrolio, emette in media in atmosfera non meno di 1.300.000 tonnellate di CO2/anno. Un valore che il ricorso alle fonti rinnovabili potrebbe abbattere in modo significativo.

(Michele Orioli)



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