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DIBATTITI/ Se Galileo avesse conosciuto gli indios Kayapo …

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Cosa c’entrano gli indios con Galileo? In realtà il nesso è quello molto personale della vicenda di un fisico francese, Ètienne Klein, che a partire dall’incontro fortuito con cinque capi della popolazione amazzonica dei Kayapo e colpito dalle loro argomentazioni, per nulla rudimentali, a favore della loro terra, ha sviluppato una profonda riflessione sulla tecnoscienza, condensata poi nel volume intitolato appunto “Galileo e gli indiani – Per non liquidare la scienza a causa di un cattivo uso del mondo” (Jaca Book, 2010).

I contenuti di questo saggio hanno tuttavia una valenza molto più che personale e incrociano alcuni dei nodi principali in cui si imbatte chiunque oggi affronti il tema della scienza e delle sue implicazioni culturali e sociali.

Lo sfondo del dibattito è quello che Klein individua nella “trappola di una logica binaria” che vede contrapposti, spesso nella stessa persona, i due fronti: da un lato un ottimismo ingenuo che vede tutto bene quello che viene dalla scienza e che ritiene che la vocazione della scienza sia “quella di aggiustare ogni cosa”; dall’altro la visione che dà un fondamento razionale agli antichi terrori millenaristici e pensa l’umanità incanalata sulla “via senza ritorno delle catastrofi”.

La logica binaria si ritrova anche su un piano più speculativo: è l’eterno dilemma tra la concezione di una scienza in grado di accedere a dei frammenti di verità sulla natura e quella che ignora volutamente gli interrogativi più profondi e si lancia in una corsa forsennata sui problemi, convinta di poterli risolvere tutti e di non dover rispettare alcuna linea di demarcazione tra i diversi ambiti.
 



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COMMENTI
22/12/2010 - scienza e scientismo (Antonio Servadio)

l'avvento della scienza "moderna" (nel senso galileiano) non causa necessariamente (non è causa "sufficente" di) quel riduzionISMO secondo il quale ogni tipo di domanda sulla realtà ed ogni tipo di conoscenza della "realtà" stessa viene riconosciuta come tale solo se formulata all'interno delle regole della matematica e della fisica. Si tratta di sviluppi "culturali" sviluppatisi in relazione a due principali fattori, quello politico-sociologico (nella loro dinamica storica) e quello tecnologico. La scienza moderna ha reso molto più efficiente lo sviluppo di tecnologie. Queste permettono rapidi e ben riconoscibili interventi sulla materia, da cui discende il nostro naturale e comprensibile entusiasmo per la tangibilità dei prodotti della scienza. Tuttavia, quel che viene lasciato fuori dalla porta rientra, prima o poi, dalla finestra. La matematica e la fisica degli ultimi decenni hanno ampiamente infranto la sfera delle nostre consolidate concezioni di materia, spazio e tempo, che restano basate sulla "natura" dei nostri sensi (tatto, vista etc.). Su questo piano, il concetto stesso di "realtà" è ormai molto differente rispetto al passato. La "sfera" di cui all'articolo qua sopra è destinata a subire quella profonda rivoluzione che è già in atto.