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DIBATTITI/ Se Galileo avesse conosciuto gli indios Kayapo …

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Nel confronto con gli indiani (ma lo stesso avrebbe potuto dire rileggendo la pur sempre Occidentale cultura medievale) Klein evidenzia la rottura di una visione unitaria e l’avvento del paradigma della separazione: “è come se il mondo si fosse scisso: da un lato la natura, concepita esclusivamente nella prospettiva fisico-matematica, e dall’altro l’uomo, isolato, lasciato alla solitudine della sua ragione e delle sue emozioni”. Ecco allora il disorientamento seguito all’impresa di Galileo e acutizzato dalla tecnoscienza. “La scienza moderna con la sua distaccata silenziosa oggettività sembra impedire una reciprocità affettiva (con la realtà). Non ci dice niente che possa davvero toccare la nostra sensibilità”.

Ma non sarà demonizzando la scienza che ritroveremo l’unità perduta e potremo riaprire le domande di senso. Anche perché è possibile anche oggi praticare una scienza che tenga vive tutte queste dimensioni: l’esperienza diretta di molti scienziati (a volte raccontata anche da ilSussidiario.net) conferma questa possibilità.



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COMMENTI
22/12/2010 - scienza e scientismo (Antonio Servadio)

l'avvento della scienza "moderna" (nel senso galileiano) non causa necessariamente (non è causa "sufficente" di) quel riduzionISMO secondo il quale ogni tipo di domanda sulla realtà ed ogni tipo di conoscenza della "realtà" stessa viene riconosciuta come tale solo se formulata all'interno delle regole della matematica e della fisica. Si tratta di sviluppi "culturali" sviluppatisi in relazione a due principali fattori, quello politico-sociologico (nella loro dinamica storica) e quello tecnologico. La scienza moderna ha reso molto più efficiente lo sviluppo di tecnologie. Queste permettono rapidi e ben riconoscibili interventi sulla materia, da cui discende il nostro naturale e comprensibile entusiasmo per la tangibilità dei prodotti della scienza. Tuttavia, quel che viene lasciato fuori dalla porta rientra, prima o poi, dalla finestra. La matematica e la fisica degli ultimi decenni hanno ampiamente infranto la sfera delle nostre consolidate concezioni di materia, spazio e tempo, che restano basate sulla "natura" dei nostri sensi (tatto, vista etc.). Su questo piano, il concetto stesso di "realtà" è ormai molto differente rispetto al passato. La "sfera" di cui all'articolo qua sopra è destinata a subire quella profonda rivoluzione che è già in atto.