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EVOLUZIONE/ La ragione non finisce dove finiscono le scoperte sperimentali

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Già in “Introduzione al cristianesimo”, il limpido e rigoroso saggio che ha lasciato un’impronta decisiva in quanti l’hanno meditato in quegli anni turbolenti, dopo aver analizzato i diversi atteggiamenti della modernità di fronte alla realtà (storicismo, pensiero della tecnica), viene precisato lo specifico  della fede: «È la forma, non riducibile a scienza e incommensurabile ai suoi parametri, assunta dalla posizione dell’uomo nel complesso della realtà; è l’interpretazione senza la quale l’intero uomo rimarrebbe campato in aria; è l’atteggiamento che precede il calcolo e l’azione dell’uomo, senza il quale in definitiva non potrebbe né calcolare né agire, perché tutto ciò è in grado di farlo unicamente nell’ambito di un senso capace di sostentarlo».

Quanto all’evoluzione: «Si tratta di sapere se la dottrina evoluzionistica può presentarsi come una teoria universale di tutto il reale, al di là della quale le ulteriori domande sull’origine non siano più lecite né necessarie, o se domande ultime di tal genere non superino il campo della ricerca scientifica-naturale». Questo problema ultimo non può essere risolto con argomenti tratti dalle scienze naturali e anche la filosofia giunge qui al suo limite.

Approfondendo la questione della casualità e del finalismo - in riferimento anche alle ripetute prese di posizione di scienziati che insistono ad alzare il vessillo dell’evoluzione per cancellare l’idea di creazione – il curatore del volume riporta un passo dell’udienza generale del novembre 2005 che precisa come il paradigma evolutivo non possa rimanere senza finalismo: «Le parole di questo Padre del IV secolo [Basilio] sono di un’attualità sorprendente quando dice: “Alcuni, tratti in inganno dall’ateismo che portavano dentro, immaginarono un universo privo di guida e di ordine, come in balia del caso”. Quanti sono questi “alcuni” oggi? Essi, tratti in inganno dall’ateismo, ritengono e cercano di dimostrare che è scientifico pensare che tutto sia privo di guida e di ordine, come in balia del caso. Il Signore con la Sacra Scrittura risveglia la ragione che dorme e ci dice: all’inizio è la Parola creatrice. All’inizio la Parola creatrice – questa Parola che ha creato tutto, che ha creato questo progetto intelligente che è il cosmo – è anche amore».



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