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MEDICINA/ Gli ultrasuoni che scoprono malattie polmonari “orfane”

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L'ecoendoscopio usato a Forlì  L'ecoendoscopio usato a Forlì

La produzione scientifica del gruppo di pneumologi diretti da Poletti nel solo 2010 ha registrato otto pubblicazioni scientifiche citate su “pubmed”, relative a tematiche come: il DNA libero nel siero come biomarker diagnostico nella IPF; gli aspetti radiografici atipici nella IPF; ipotesi patogenetiche nella IPF; nuovi marker immunoistochimici per la diagnosi morfologica di polmonite da ipersensibilità; descrizione di nuovi aspetti morfologici e genotipici su una rara malattia cistica polmonare; ruolo della ultrasonografia transbronchiale nella diagnosi e stadiazioni delle lesioni ilari polmonari o mediastiniche.

 

Quello che Poletti ha ritirato a Coimbra (Portogallo) è il premio Robalo Cordeiro: un riconoscimento, in ricordo e onore di Robalo Cordeiro, fondatore della moderna Pneumologia in Portogallo, promosso dall’associazione portoghese Associação de Estudos Respiratórios (AER), in collaborazione con la fondazione Glaxo Smith Kline (GSK). L’ambito premio internazionale è stato assegnato al gruppo di pneumologi forlivesi proprio per le “ricerche condotte sulla fibrosi polmonare idiopatica, malattia non rara, ma orfana”; così definita per gli insufficienti investimenti indirizzati alla ricerca e per la carenza legislativa in merito al percorso dei pazienti.

 

Il premio, destinato ai migliori lavori scientifici originali e inediti condotti in ambito pneumologico a livello europeo, è stato consegnato in occasione del congresso pneumologico portoghese, che si è tenuto appunto a Coimbra all’inizio di dicembre.

 

Poletti ha commentato che tale riconoscimento “dimostra che quando la ricerca è di livello internazionale non è neppure difficile reperire fondi” e ha già dichiarato che i venticinquemila euro del premio saranno investiti completamente in ricerca. Il prossimo campo di studi del suo team sarà “la terapia basata su di un imaging sempre più raffinato”.

 

(Michele Orioli)



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