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2011/ Il bilancio di un decennio tra Nobel, Lhc, missioni spaziali, Dna e staminali

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Un tratto del tunnel dell’acceleratore LHC (Foto Ansa)  Un tratto del tunnel dell’acceleratore LHC (Foto Ansa)
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In campo biologico, tre vicende sono da trattenere. La prima riguarda il Progetto Genoma, il cui completamento è stato annunciato proprio al debutto del nuovo millennio: il suo obiettivo era di mappare la sequenza dei geni della specie umana e la loro posizione sui vari cromosomi. In realtà, l’analisi completa della sequenza è avvenuta solo nell’aprile 2003 e il progetto si poteva dire concluso solo nel 2006, quando il NIH statunitense ha resa pubblica via Internet la sequenza del cromosoma 1, il più lungo e più difficile da analizzare. Ora si affacciano anche voci critiche e molti si sono dichiarati delusi per le promesse non mantenute e per l’assenza di risultati eclatanti; ma forse erano le aspettative ad essere sovradimensionate e poi nella scienza gli avanzamenti non sono sempre legati a risultati clamorosi da prima pagina.

 

Un’altra scoperta che ha trovato conferme in questi anni è relativa al ruolo di quello che in precedenza era considerato “DNA spazzatura”, che costituisce una parte considerevole del genoma umano ma non codifica proteine: il suo contributo sembra essere altrettanto importante quanto quello dei geni, intervenendo nella genesi di alcune malattie e contribuendo nei processi di adattamento degli organismi all’ambiente.

 

Infine, la ricerca sulle staminali ha visto una serie di risultati che hanno mostrato grandi potenzialità di sviluppo di tecniche non legate alle staminali embrionali: dalle tecniche di riprogrammazione di cellule adulte umane per farle funzionare come staminali pluripotenti, all’impiego delle staminali mesenchimali multipotenti nella medicina rigenerativa e riparativa. Sono tutte piste interessanti, anche se non esenti da problemi che dovranno essere adeguatamente studiati e ponderati.

 

Sulla frontiera a cavallo tra ricerca di base e applicazioni sta la progressiva espansione delle nanotecnologie, che secondo alcuni rappresentano la quarta rivoluzione industriale: sta imperversando la costruzione di nano macchine di ogni forma e funzione e crescono a ritmi elevati le applicazioni ai settori più diversi: dalla medicina, all’ambiente, all’hi-tech.



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