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MEDICINA/ Dal Politecnico a E.R.: entra in campo il “secondo cuore”

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In particolare la genesi delle contrazioni può essere indotta grazie a delle bobine, integrate in un lettino di emergenza e posizionabili a livello delle vertebre cervicali e delle vertebre toraciche, in grado di indurre la stimolazione muscolare.

 

«Se la manovra viene ripetuta venti volte al minuto con una precisa alternanza tra contrazione e rilassamento, - continua Aliverti - si può generare un flusso di sangue pari alla gittata cardiaca a riposo, funzionando come un vero e proprio “secondo cuore” addominale. Non solo, con questo sistema è possibile ventilare il polmone del paziente senza ricorrere ad un ventilatore meccanico o alla respirazione bocca a bocca».

 

Attualmente è in corso la prima fase di sperimentazione per testarne l’efficacia e ottimizzare le successive fasi di prototipazione. «La tecnica - conclude Aliverti - per ora è stata progettata per essere utilizzata come supporto alle attuali metodiche di rianimazione utilizzate in ambito ospedaliero. Non è escluso però che in futuro, se questo nuovo approccio dovesse dare buoni risultati, di poter utilizzare l'EM-CPR non solo negli ospedali ma anche sui mezzi di soccorso».

 

(a cura di Daniele Banfi)



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