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SPAZIO/ Parte oggi il satellite che ci farà “vedere” l’interno del Sole

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La cosiddetta dinamo, ossia il meccanismo attraverso il quale il Sole riesce a creare un intenso campo magnetico, che si manifesta poi alla superficie sotto forma di macchie e regioni "attive", con una periodicità di circa 11 anni. Questo meccanismo dipende da moti di plasma a grande scala che lentamente trasportano campo magnetico dalle regioni equatoriali a quelle polari; è molto difficile da descrivere: non a caso, nessun modello è stato in grado di prevedere il lunghissimo minimo di attività che si è appena concluso.

 

Lei però ha parlato di “aspetti”: ci sono altri misteri?

 

Un altro aspetto non chiarito, è perché il Sole abbia un'atmosfera "esterna" più calda di quella interna. Al di sopra della superficie solare (detta fotosfera), che emette il grosso della luce che noi riceviamo e che si trova a circa 5.600 °C, si trovano altre parti dell'atmosfera quali la cromosfera (a circa 10.000 °C) e la corona, che può arrivare a diversi milioni di gradi. Sappiamo che la loro esistenza è legata al campo magnetico, ma come questo agisca per trasportare lì l'energia dagli strati sottostanti rimane un mistero. Cromosfere e corone sono presenti anche in molte altre stelle, quindi capire come vengono generate ha ovviamente un risvolto astrofisico importante.

 

Quali altri fenomeni hanno incidenza sulla situazione terrestre?

 

Cromosfera e corona sono la sorgente di fenomeni che influenzano direttamente la Terra: la cromosfera emette praticamente tutta la radiazione UV del Sole, la quale rappresenta un agente importante per la struttura della nostra atmosfera. Ad esempio, il flusso UV regola il ciclo dell'ozono e viene spesso ipotizzato che questo possa avere un'influenza diretta sul nostro clima, anche se al momento ciò non è dimostrato. La corona è sede di fenomeni esplosivi quali brillamenti ed espulsioni di massa coronali, che possono lanciare verso la Terra sia radiazione che particelle altamente energetiche: queste potrebbero raggiungere astronauti in orbita, con effetti altamente nocivi per la loro salute. Ma anche senza considerare umani nello spazio, queste tempeste possono interrompere comunicazioni con satelliti, o alterarne l'orbita, con conseguenze anche gravi per la nostra società (basta pensare a quanto dipendiamo dai cellulari).

 

Come lavorerà il Solar Dynamics Observatory?

 

Ci sono a bordo una serie di telescopi e strumenti per osservare l'intero disco del Sole in varie lunghezze d'onda, dal visibile all'estremo UV (fino ai raggi X molli, in realtà), il che permetterà di monitorare tutta la sua atmosfera. Gli strumenti principali sono tre.

EVE (Extreme Ultraviolet Variability Experiment) misura l'irradianza totale, a lunghezze d'onda da circa 1 a 1.000 Angstom, con un'alta risoluzione spettrale e una cadenza prevista intorno ai 20 secondi. Il flusso UV e EUV (Estremo Ultravioletto) è di fondamentale importanza per l'atmosfera terrestre. La precisa discriminazione spettrale di questi strumenti è una novità importante, perché diverse lunghezze d'onda hanno effetti molto diversi sulla nostra atmosfera.

 

Quali sono gli altri due strumenti?

 

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