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SPAZIO/ Parte oggi il satellite che ci farà “vedere” l’interno del Sole

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HMI (Helioseismic and Magnetic Imager) è una versione avanzata del riuscitissimo esperimento MDI operante sulla sonda SOHO, e tramite osservazioni nel visibile fornirà mappe ad alta risoluzione, a disco intero, del campo magnetico e dei moti alla fotosfera solare. La misura delle oscillazioni alla superficie solare inoltre permette di "vedere" all'interno della stella, in quanto le ampiezze e frequenze di queste oscillazioni dipendono dalla sua struttura e composizione interna.

AIA (Atmospheric Imaging Assembly) consiste in quattro telescopi che lavorano nell'UV e EUV (oltre ad un canale nel visibile) e acquisiscono immagini del Sole intero in dieci diverse lunghezze d'onda. Queste sono state scelte in modo da poter monitorare sia la cromosfera che la corona a diverse temperature, fino ai 10 milioni di gradi che si verificano talvolta nei brillamenti più energetici.

 

Con che ritmo verranno acquisiti i dati?

 

Questa è una importante novità di SDO: un'altissima cadenza di acquisizione ininterrotta per tutta la durata della missione, ovvero per cinque anni, con possibilità di estensione ad altri cinque. Questa modalità di operazione fornirà un catalogo eccezionale per studiare l'attività solare: tutte le macchie, tutte le regioni magnetiche, tutti i brillamenti, ecc. verranno registrati, ovunque accadano e in qualunque momento accadano, per un periodo confrontabile con quello del ciclo solare. Una manna per gli studiosi del Sole!

Ovviamente tutto ciò comporta una telemetria eccezionale: SDO trasmetterà a Terra qualcosa come 1.4 TeraBytes (TB) al giorno, cioè 1400 GB, l’equivalente di scaricare mezzo milione di canzoni al giorno. Per questo motivo SDO si troverà in un'orbita geo-stazionaria, ovvero in rotazione sincrona con una posizione precisa sulla Terra, con un link diretto e continuo con la stazione ricevente, a White Sands nel Nuovo Messico. Come diceva un collega che lavora alla Nasa, "sarà come avere una televisione HD sempre accesa, ma sintonizzata sulla nostra stella".

 

Quando si avranno i primi risultati?

 

Dopo qualche mese di verifica delle prestazioni strumentali, arriveranno i dati che, seguendo la politica della Nasa per le missioni eliosferiche, saranno "aperti", cioè disponibili in tempo reale alla comunità scientifica. Peraltro, la mole di dati sarà enorme, e non è ancora chiarissimo come possano essere distribuiti tutti; probabilmente ci sarà una gradualità di distribuzione.

Devo dire che tra gli astrofisici c'é molto entusiasmo e molta attesa per SDO. Teniamo le dita incrociate.



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