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TUMORI/ Nel lievito la proteina che aiuta le cellule "stressate"

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Spesso le cellule del nostro organismo sono soggette a danni che colpiscono il DNA; tuttavia esistono diversi sistemi in grado di ripararli. Quando questi sistemi per varie ragioni smettono di funzionare, si ha l’accumulo di danni che causano malattie come i tumori. Un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di Milano ha appena pubblicato sulla rivista Molecular Cellun articolo riguardante una proteina in grado di regolare il complesso meccanismo di riparazione. Così Achille Pellicioli, uno degli autori della ricerca, ha spiegato ai lettori deilsussidiario.net le caratteristiche della scoperta.

 

Professor Pellicioli, perchè si generano danni al DNA?

 

Il DNA che compone i nostri geni è una molecola formata da un doppio filamento costituito a sua volta da molecole molto reattive ad agenti presenti nell'ambiente (spesso negli alimenti; oppure agenti fisici, come i raggi ultravioletti presenti nella luce solare). L'interazione di questi elementi chimici o fisici con il DNA causa spesso gravi tipi di alterazioni al DNA stesso e lo rendono inutilizzabile o instabile.

 

Quali effetti possono produrre?

 

I cromosomi rotti, se non correttamente riparati, sono instabili nelle cellule e vengono quindi persi velocemente portando alla morte cellulare o a cellule con un patrimonio incompleto di geni. Tali cellule possono essere incapaci di crescere normalmente e sfuggono ai normali controlli che regolano la divisione e la proliferazione delle cellule che compongono i tessuti e gli organi.
Anche la riparazione non corretta del danno al DNA può causare riarrangiamenti anomali dei cromosomi della cellula e di conseguenza alla perdita nel controllo della proliferazione.

 

In che modo le cellule sono in grado di riparare il danno?

 

Sono noti diversi tipi di meccanismi molecolari che possono essere utilizzati dalla cellula per riparare danni di tipo diverso. In generale, sono necessari enzimi che identificano il tipo di lesione al DNA, enzimi che successivamente eliminano le anomalie e altri enzimi che risintetizzano la parte che è stata rimossa. In casi più semplici, i filamenti rotti possono essere semplicemente risaldati da enzimi specifici.

 

Nel vostro recente lavoro avete studiato l'effetto di una proteina chiamata Cdc5: perchè la scelta di questa proteina?

 

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