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FUGA DEI CERVELLI/ Il ricercatore: rientro in Italia per dare la caccia ai virus delle epatiti

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La dinamica delle risposte immunitarie antivirali è invece al centro delle ricerche di Iannacone che, grazie al programma Armenise-Harvard Career Development, coronerà il suo sogno di aprire un proprio laboratorio in Italia. Anche se non rimpiange affatto la scelta che l’ha condotto a lavorare in Usa sette anni fa e che l’ha visto all’opera per quattro anni allo Scripps Research Institute di San Diego (California) e per tre alla HMS. «Sono andato negli Stati Uniti – ha dichiarato a IlSussidiario.net - perché lì si trovano i migliori laboratori del mondo. Questo è dovuto a un sistematico ingente investimento in ricerca e in educazione». Iannacone parla con entusiasmo della sua attività scientifica: «Ad Harvard mi sono occupato dei meccanismi responsabili della migrazione delle cellule del sistema immunitario e delle interazioni tra i diversi tipi cellulari durante una riposta immunitaria, in particolare nei confronti dei virus. Ho inoltre potuto utilizzare strumenti innovativi e il nostro team ha conseguito risultati rilevanti: applicando tecnologie d'avanguardia, come la microscopia intravitale multifotone che consente di vedere in vivo, in tempo reale, l'interazione tra diversi tipi di cellule, abbiamo identificato una popolazione di cellule linfonodali (i macrofagi) che catturano i virus e ne impediscono la diffusione al sistema nervoso centrale».

 

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