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FUGA DEI CERVELLI/ Il ricercatore: rientro in Italia per dare la caccia ai virus delle epatiti

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Nel nuovo laboratorio al San Raffaele continuerà a studiare la dinamica delle risposte immunitarie ai virus. «Uno dei filoni di cui mi occuperò, in collaborazione con il professor Luca Guidotti, è quello della patogenesi delle epatiti virali, e in particolare di quelle causate dai virus dell'epatite B e C».  Si stima che oltre 600 milioni di persone siano infettate cronicamente con questi virus, e che due milioni muoiano ogni anno per complicazioni associate alle infezioni croniche, quali cirrosi e tumore del fegato. Iannacone, grazie alle tecniche d’avanguardia sperimentate a Harvard, sta cercando di scoprire i meccanismi cellulari e molecolari alla base di questa malattia. I risultati di queste ricerche potrebbero portare a nuove strategie terapeutiche per il trattamento delle epatiti virali croniche e potrebbero avere implicazioni per altre patologie del fegato, come le epatiti autoimmuni, il tumore del fegato o il rigetto di trapianto.

Interpellato su quali siano gli insegnamenti che porterà a casa dall’esperienza americana, conclude sinteticamente: «L'insegnamento più importante è probabilmente racchiuso nella citazione di Thomas Edison: «Genius is one per cent inspiration, ninety-nine per cent perspiration», ovvero «il genio è l’un per cento ispirazione creativa e il 99 per cento traspirazione, cioè sudore, fatica».

 

(a cura di Mario Gargantini)



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