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UNIVERSO/ Nasa: la missione "Fermi" dà ragione a Enrico Fermi

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Un resto di supernova è la struttura risultante dalla gigantesca esplosione con cui termina la propria vita una stella di grande massa quando ha esaurito il combustibile nucleare, che “bruciando” ne sorregge l’enorme massa gravitazionale. Il meccanismo svelato dal satellite Fermi è semplice e chiaro: i protoni, che costituiscono la maggior parte dei raggi cosmici sono inizialmente accelerati nelle collisioni fra gli strati di materia espulsa nell’esplosione di supernova e producono raggi gamma di altissima energia quando interagiscono con i nuclei atomici del gas interstellare. Le osservazioni di Fermi hanno mostrato evidenza di questo meccanismo in ben quattro resti di supernove di varie età (da estremamente giovani, cioè di poche centinaia di anni, ad altre risalenti a migliaia di anni fa). A più di sessant’anni di distanza, quindi, l’ipotesi di Enrico Fermi trova una conferma sperimentale.

Secondo Ronaldo Bellazzini, responsabile del progetto Fermi per l’INFN «le nuove osservazioni raggiungono uno degli obiettivi fondamentali della missione e mostrano quanto sia ampio il suo contributo alla nostra comprensione dell’Universo. È un nuovo grande risultato di questo strumento realizzato con un ruolo decisivo della componente italiana».

«Anche se non si vedono, i raggi cosmici sono importanti come la luce delle stelle nello spazio che ci circonda» commenta Patrizia Caraveo, responsabile per INAF dello sfruttamento scientifico dei dati Fermi. «Aver capito dove i protoni vengono accelerati a velocità prossime a quelle della luce è un risultato importante. In più, adesso abbiamo una conferma indipendente dalla missione tutta italiana Agile (ASI, INAF, INFN). Enrico Fermi deve aver esclamato "Finalmente! L'avevo detto io..."»

 

 

 

(Antonella Varaschin)

 

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