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LOTTA AI TUMORI/ Particelle superveloci contro le cellule malate: l’adroterapia

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L’adroterapia è dunque una tecnica adatta al trattamento dei tumori prossimi a organi critici, che non possono essere irradiati senza pregiudicarne il corretto funzionamento. Adroni e ioni carbonio vengono prodotti utilizzando un acceleratore che produce dei fasci di queste due particelle. Dopo essere stati accelerati e aver raggiunto l'energia richiesta dalla terapia, i fasci vengono poi suddivisi sulle tre sale di trattamento. In quella centrale si trova, “sospeso” sul paziente, un magnete di 100 tonnellate che serve a curvare di 90 gradi il fascio di particelle e dirigerlo dall’alto sulla persona da curare. Il fascio di particelle che colpisce le cellule malate è un “pennello” che si muove in modo simile a quello degli elettroni in un televisore e agisce con una precisione di 200 micron (due centesimi di millimetro).

L’adroterapia in Italia però non è una novità assoluta. Giacomo Cuttone, dell’INFN-Laboratori Nazionali del Sud di Catania, dal 2002 sperimenta una terapia con fasci di protoni nella cura dei tumori. «La macchina che utilizziamo per la terapia - spiega Cuttone - si trova presso i laboratori dell’INFN e non in una clinica. L’acceleratore è “prestato” alla clinica per la cura delle patologie oculari». In particolare la collaborazione tra i laboratori dell’INFN e l’ospedale Policlinico di Catania cura patologie come melanomi oculari e melanomi dell’iride. «Dal 2002 - continua Cuttone - abbiamo curato 200 pazienti con il 95 per cento di successo».

 

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