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INTERNET/ Il Nobel al web può aspettare, l’educazione no

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Se posso osare una battuta, raccomanderei all'illustre oncologo di non addentrarsi in terreni che non fanno parte della sua competenza scientifica. La definizione infatti rappresenta un punto di vista che può essere comprensibile da parte di utenti che non praticano le tecnologie e le scienze moderne, ma risulta grossolana per chi sappia quanto le scienze moderne abbiano sviluppato linguaggi sofisticati e complessi per indagare le frontiere più avanzate della conoscenza. Il web è un contenitore universale, veicolo di linguaggi scientifici e di comunicazioni di ogni altro genere. Sarei preoccupato se la scienza si riducesse a parlare il linguaggio del web, un linguaggio visuale, emozionale, "immediato" fino ad essere superficiale, essenziale fino alla banalizzazione del messaggio, rinunciando a quello che è il linguaggio più autentico della scienza (di ogni scienza): l'uso della razionalità per andare in profondità nei misteri delle leggi che regolano i sistemi complessi, siano essi i principi della matematica, la natura della vita o la struttura dell'universo.

 

Alla luce dei nuovi strumenti (come i social network) come si ripropone il vecchio interrogativo, se Internet incrementi la comunicazione o l'isolamento?

 

È consapevolezza credo condivisa che l'eccesso di informazioni può produrre una carenza di significato, per l'impossibilità di selezionare tra contenuti significativi e non. Allo stesso modo la eccessiva moltiplicazione dei contatti può condurre a un sostanziale isolamento della persona, in particolare se consideriamo che molto spesso i contenuti della comunicazione diffusa nei social network è povera di calore umano e dispersiva in mille vacuità. La mia impressione è che vada scoperto un nuovo paradigma di "fare comunicazione" a distanza, che sfrutti gli aspetti positivi dello strumento (pervasività, istantaneità, globalità di spazio raggiunto). Probabilmente occorre imparare a discernere tra messaggi che si prestano alla circolazione sulla rete e contenuti che necessitano di altre vie comunicative.

 

E le relazioni interpersonali?

 

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