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SCOPERTA/ Gli esperimenti di Padget, l’uomo che crea nodi con la luce

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Nel caso della formazione dei vortici ottici, gli ologrammi vengono generati sinteticamente mediante elaborazioni al computer. Il complicato sistema di frange che ricopre la lastra olografica e che costringe la luce incidente a muoversi lungo traiettorie elicoidali viene calcolato utilizzando complessi algoritmi matematici.

Recentemente, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol (UK), sfruttando la teoria matematica dei nodi - una branca molto astratta della matematica che si occupa dello studio delle proprietà topologiche dei nodi che si possono realizzare con una fune - sono riusciti a progettare particolari ologrammi che hanno permesso loro di creare addirittura dei nodi nei vortici ottici. «La sofisticata progettazione di questi ologrammi» - ha dichiarato Miles Padget, direttore della ricerca - «mostra la possibilità di ottenere un controllo ottico avanzato della luce che indubbiamente potrà essere utilizzato nelle apparecchiature laser del futuro».

Da qualche anno, comunque, i vortici ottici hanno già trovato applicazione in alcuni campi scientifici. Alcuni esempi sono rappresentati dalle ottiche diffrattive superrisolventi (in grado cioè di migliorare il potere risolvente dei sistemi ottici convenzionali, limitati per diffrazione) oppure dai cosiddetti “optical tweezer”, pinzette ottiche usate in biologia che consentono di manipolare oggetti microscopici intrappolandoli all’interno di fasci laser con un opportuno profilo di intensità.

 

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