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STAMINALI/ Ringiovanire le cellule adulte: sogno o realtà?

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Un aspetto quanto mai importante perché mette in discussione la stessa natura e lo scopo del consenso è la risposta alla domanda: il consenso informato del donatore deve essere considerato definitivo e permanente oppure limitato nel tempo (il donatore deve avere il diritto di “ritirare il consenso”?). D’altra parte un generico consenso a “fare ricerca” sulle proprie cellule non sarebbe realmente un consenso “informato” perché non in grado di comprendere anche future, non previste, informazioni. Queste, infatti, potrebbero essere importanti per il paziente e per il donatore e quest’ultimo potrebbe non considerare coerenti con le proprie convinzioni culturali e morali nuove applicazioni fatte con le sue cellule. Già allo stato attuale delle cose, un generico consenso non protegge dal rischio di applicazioni discutibili che si possono fare con queste linee come la produzione di gameti o di embrioni per citarne alcune.

A quanto detto si aggiungono poi i problemi connessi alla forte spinta brevettuale per la commerciabilità di queste tecnologie (licenze multiple, contenziosi ecc) che potrebbe anche incidere negativamente sui presunti benefici sociali dell’utilizzo delle iPSc. Negli Stati Uniti alcuni donatori hanno già preteso diritti economici per cellule da loro donate e fatte uso di prodotti commerciali ma le loro ragioni non sono state accolte.

A fronte di questi problemi ve ne sono altri ancora più gravi e insidiosi (anche complicati dalla continua evoluzione delle tecnologie) riguardanti gli aspetti etici connessi all’utilizzo delle iPSc. La stessa possibilità di utilizzare in terapia queste linee cellulari (cui tutti plaudono) richiederà necessariamente di studiare le iPSc in modelli animali e quindi la probabile necessità di creare chimere e ibridi uomo animale. Inoltre la domanda cruciale cui si deve ancora rispondere e che riguarda proprio l’equivalenza tra iPSc e cellule embrionali ha già comportato l’invocazione di maggiori ricerche sulle cellule embrionali umane. Anche la derivazione di gameti a partire da iPSc, aprendo la strada alla loro applicazione nel campo degli studi sulla fertilità, ha posto la necessità (prima delle applicazioni cliniche) di verificarne la funzionalità e quindi di dover creare e distruggere in laboratorio altri embrioni umani.

 

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