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FISICA/ Dolgov (Premio Pontecorvo): il mio viaggio da Mosca a Ferrara per studiare i neutrini

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Oltre agli studi sulla massa, le principali indagini sono volte a comprendere che impatto hanno avuto i neutrini nella formazione della materia. Vi sono due modalità di studio dei neutrini e del loro isolamento: una è quella che considera i neutrini a bassa energia nei reattori; l’altra è quella indirizzata ai neutrini ad alta energia che vengono studiati a lunga distanza tra la zona di produzione (il Cern di Ginevra) e quella di misura (i Laboratori sotto il Gran Sasso).

 

Lei su cosa si sta concentrando in questo periodo?

 

Uno dei maggiori sforzi che si stanno effettuando a Ferrara, grazie al professor Giovanni Fiorentini, è la propagazione dei neutrini nel globo terrestre, ovvero lo studio dei geoneutrini. Per quanto mi riguarda i miei studi sono più di tipo teoretico e vertono sull’analisi dei neutrini nella cosmologia; ovvero sul loro isolamento e sulla loro implicazione nella produzione dei diversi elementi che compongono la luce.

 

Che ruolo ha avuto nella sua formazione scientifica il suo contatto con la scuola Russa?

 

Sicuramente un grosso impatto. Ho imparato molto in Russia soprattutto durante il mio periodo di dottorato. Il professore che mi seguiva era un profondo conoscitore dei più famosi fisici teorici di Russia. Tutto ciò ha avuto una grande influenza sui miei studi.

 

Può tracciare un confronto tra i diversi luoghi dove ha lavorato: i laboratori in Russia, il Cern e l’INFN?

 

Sicuramente il CERN, essendo un centro internazionale, è un buonissimo luogo di ricerca. Per quelle che sono le mie origini però, devo ammettere di preferire lo stile russo: uno stile che favorisce la possibilità di intraprendere discussioni critiche e costruttive  e che ho trovato molto simile in Italia.



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