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ENERGIA/ L’altra via della fusione nucleare: in California provano il "megalaser"

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Da qualche settimana è iniziata la sperimentazione della Nuclear Ignition Facility (NIF), installazione scientifica di punta nel campo degli studi sulla fusione inerziale situata a Livermore, California. NIF è una di quelle imprese scientifiche che suscitano immediatamente stupore e ammirazione. Un laser di eccezionale potenza, grande quanto uno stadio di calcio, che produce impulsi della durata di una manciata di miliardesimi di secondo, converge i suoi 192 fasci su un bersaglio (target). Esso è costituito da una sferetta di idrogeno ghiacciato (pellet) del diametro di meno di 2 millimetri, contenuto in una capsula cilindrica d’oro (hohlraum, che significa cavità) lunga un centimetro o poco meno.

 

Quando il target viene investito dagli impulsi laser si vaporizza in un lampo di raggi X che a loro volta illuminano uniformemente la sferetta. Lo strato superficiale, esplodendo, ne comprime il nucleo fino a densità pari a circa mille volte quelle di un solido ordinario. Per una frazione di secondo in un piccolo volume di un laboratorio della California si realizzano condizioni di pressione e temperatura più estreme di quelle del nucleo del Sole, tali che possono arrivare ad innescare il processo di fusione termonucleare simile a quello che alimenta le stelle.

Se avete provato a stringere in una mano una pallina di pasta di pane avrete notato che è quasi impossibile comprimerla: essa si deforma e sfugge tra le dita. Gli scienziati del NIF devono superare un problema analogo: realizzare una pressione perfettamente simmetrica evitando che la deformazione del pellet ne vanifichi la compressione.

E pare che la prima serie di esperimenti sia promettente da questo punto di vista, grazie a una attenta distribuzione della potenza e della lunghezza d’onda dei 192 fasci convergenti.

 

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COMMENTI
26/02/2010 - grazie! (Giuseppe Pezzini)

grazie!