BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TERREMOTO CILE/ L'esperto: la chiave per difendersi è la reazione rapida. Nel mediterraneo? Non tutti siamo al sicuro...

Pubblicazione:

sri_lanka_tsunami_R375.jpg

La notizia è arrivata nelle primissime ore della mattinata: un terremoto di magnitudo 8.8 della scala Richter a largo delle coste cilene ha scatenato uno Tsunami, una onda anomala che si sta abbattendo sulle coste del Cile nella zona di Conception. Il terremoto si è già fatto sentire nell'interno e persino la capitale Santiago ha risentito degli effetti del sisma, piombando nell'oscurità a seguito di un generalizzato blackout.

 

Lo sciame sismico - che colpirà la regione addirittura per mesi - si è fatto subito presente con una seconda scossa di grado 6.2 della scala richter. Abbiamo raggiunto il professor Nevio Zitellini dell'Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR) ed esperto di tsunami per capire meglio come questi fenomeni si generano, quali sono le potenziali conseguenze e cosa possiamo fare per contrastarli. E la ricerca italiana, ancora una volta, ci ha regalato una piccola perla.

 

 

«Studiare gli tsunami è una cosa davvero molto complessa, e i parametri da considerare sono tantissimi, ma - almeno a livello teorico - abbiamo recentemente individuato un possibile "campanello d'allarme" per individuare e reagire rapidamente a fenomeni potenzialmente catastrofici come questo. Fortunatamente pare che l'onda che si è abbattuta sulle coste del Cile non sia stata molto alta, circa 1,5 metri.

Ora si sta valutando l'evacuazione degli abitanti dell'Isola di Pasqua e in serata l'onda potrebbe arrivare alle Hawaii, però dire in anticipo dove questa si abbatterà con esiti devastanti e dove creerà danni limitati è impossibile prima di aver delle misure dell’altezza dello tsunami che si è generato».

 

 

E come si contrasta uno Tsunami? 

 

«Beh, per le infrastrutture c'è poco da fare, nel senso che la gravità del fenomeno dipende molto da interferenze morfologiche molto particolari della costa delle correnti e delle interferenze tra le onde che possono ampilificare o attutire gli effetti dello tsunami, nel caso di quello di Sumatra di qualche anno fa c'era davvero poco da fare: il vero problema è stata la mancata comunicazione di un allerta, si sarebbero potute salvare molte vite almeno in Sri Lanka»

 

 

Come?

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'INTERVISTA SUL TERREMOTO E LO TSUNAMI IN CILE E SULL'ISOLA DI PASQUA



  PAG. SUCC. >