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LOTTA AL CANCRO/ Pierotti: i vecchi metodi non bastano, la soluzione è nel Dna

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 Per quanto riguarda le reti wireless non esistono risultati in merito. Per i cellulari invece ci sono numerosi studi e tra loro molto contrastanti. Quindi non è possibile trarre una conclusione.


A che punto è la ricerca scientifica nella lotta al cancro?

 


Partendo da quanto detto prima, ovvero che il cancro è la causa di un alterato funzionamento di diversi meccanismi, si sta facendo un grande sforzo per cercare di classificare i tumori dal punto di vista molecolare e non solamente morfologico. Questo approccio ci sta insegnando che diversi tipi di tumore etichettabili con lo stesso nome, ad esempio il cancro della mammella, vengono ora classificati come cancro alla mammella Erb2 positivo. Erb2 positivo sta a significare che il tumore possiede un recettore di membrana la cui alterazione è implicata nello sviluppo del tumore.

 

Quali effetti pratici produce questo genere di approccio?

 

Il risultato di questo approccio non è finalizzato solamente alla classificazione dei diversi sottotipi di tumore ma per stabilire funzionalmente quale terapia utilizzare. In passato abbiamo trattato i tumori alla mammella sempre con lo stesso schema. Imparando a differenziarli in base alle caratteristiche molecolari abbiamo un maggior successo poiché si possono sviluppare farmaci maggiormente specifici.



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