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DISASTRO LAMBRO/ Sorpresa: sotto la marea nera, ecco i pesci

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Secondo gli esperti sentiti in loco nel corso di questo sopralluogo, questi pesci, insieme a piccoli cavedani e alborelle, sono arrivati con le piene del fiume dalle zone a monte di Monza, nel parco naturale della valle del Lambro, che sono rimaste pulite anche negli anni di peggior inquinamento del fiume, e sono il segno che gli interventi di collettoramento fognario e di depurazione delle acque di scarico che si riversano nel fiume a nord di Milano, hanno cominciato a consentire una ripresa anche della fauna ittica, che era da decenni scomparsa nel tratto del fiume che attraversa le zone più antropizzate.

 

Se i pesci sono il segno più eclatante e sorprendente che nelle acque del Lambro sta un po’ alla volta riprendendo la vita, va detto che già da qualche anno nel fiume era in atto una ripresa della flora acquatica (piante ed alghe del fondo) oltre che un certo ripopolamento delle sponde da parte di varie specie di uccelli acquatici quali germani reali, folaghe, aironi (purtroppo in questi giorni scomparsi), che hanno iniziato a sostituire la presenza dei gabbiani gli unici rimasti, in passato, a gradire le acque sporche del fiume, ed a prosperare del costante flusso di rifiuti galleggianti che l’acqua trasporta.

 

Non vogliamo sembrare troppo ottimisti sullo stato delle acque del Lambro, e certamente il “criminale” (come lo ha giustamente chiamato il presidente Formigoni) sversamento di idrocarburi non ha fatto bene al fiume, qualunque sia stata l’effettiva quantità rilasciata (a questo proposito si sono lette sui media delle cifre assurde, quali i 600.000 metri cubi, inizialmente indicati nei comunicati di Legambiente, forse confondendo i litri con i metri cubi). Però già si intravede, nella zona urbana milanese, che le piene di questi giorni hanno dato una grossa ripulita all’alveo, salvo nelle zone di riflusso o nelle derivazioni laterali, dove saranno le squadre di pulizia a dover intervenire. Certo nella zona del Parco Lambro aleggia sempre uno sgradevole odore di petrolio, ma per chi ci passa spesso vicino non è un odore molto peggiore di quello che il fiume emette nei periodi di magra.

 

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COMMENTI
01/03/2010 - comuni da ben amministrare (attilio sangiani)

la mia esperienza ( abito in provincia di Como ) mi insegna che fondamentale è la cura da parte dei Comuni per la raccolta differenziata e la piattaforma ecologica. Dove quest'ultima è facilmente raggiungibile,aperta quasi tutti i giorni e per orari possibili a tutti,scompare il triste fenomeno dell'abbandono di rifiuti anche di notevoli dimensioni. Occorre poi una vigilanza,specialmente nei luoghi dove c'è il cartello " Vietato scaricare rifiuti... ",che segnala proprio dove è più facile abbandonarli !