Scienze
lunedì 1 marzo 2010
Cobite di stagno e carasso, sono nomi di pesci che probabilmente dicono poco a chi non è pescatore, ma che lanciano un messaggio di speranza in quel “disastro ambientale” che ha colpito in questi giorni il fiume Lambro, riempiendo le prime pagine di giornali e telegiornali di bollettini di guerra. La notizia sembra incredibile (chi scrive se non l’avesse visto di persona non ci avrebbe creduto), e sarebbe forse rimasta ignota senza l’allarme sollevato dall’onda di petrolio che ha percorso il Lambro, ma nella zona milanese del fiume, in particolare alle cascate del Parco Lambro a Milano, i suddetti pesci esistono e non sembrano aver sofferto della marea nera che è passata sopra le loro teste.
Certo non si tratta delle specie che prosperano nei torrenti di montagna, ma di pesciolini anguilliformi come il cobite (Misgurnus fossilis) che “è in grado di sopravvivere in condizioni di scarsa ossigenazione” o del carasso (Carassius carassius, imparentato con carpe e pesci rossi) che può sopportare acque “inquinate, torbide e male ossigenate”, ma sono pur sempre il segno che, nonostante tutto, nel “fiume più inquinato d’Italia” qualcosa negli ultimi anni è cambiato. A scoprirlo sono stati i tecnici ambientali chiamati in zona dalle autorità provinciali e municipali a controllare l’ittiofauna del fiume, a seguito del problema degli idrocarburi. Armati di “storditori elettrici” (un retino munito di un lungo manico che emette brevi impulsi di elettricità ad alto voltaggio e bassa intensità) hanno fatto la loro pesca alla cieca, nelle torbide acque del fiume, scoprendo che i pesci ci sono, sono vitali (dopo che si riprendono dalla botta della cattura) ed indicano la presenza di popolazioni di varie età, segno che è in atto una dinamica riproduttiva.
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la mia esperienza ( abito in provincia di Como ) mi insegna che fondamentale è la cura da parte dei Comuni per la raccolta differenziata e la piattaforma ecologica. Dove quest'ultima è facilmente raggiungibile,aperta quasi tutti i giorni e per orari possibili a tutti,scompare il triste fenomeno dell'abbandono di rifiuti anche di notevoli dimensioni. Occorre poi una vigilanza,specialmente nei luoghi dove c'è il cartello " Vietato scaricare rifiuti... ",che segnala proprio dove è più facile abbandonarli !
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