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CLIMA/ L'esperto: l'inverno più lungo della storia è colpa dello "stratwarming"

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Al contrario, se il vortice polare viene disturbato dallo stabilirsi nella stratosfera di temperature più elevate, fenomeno che viene definito stratwarming (nel corso del quale possono svilupparsi differenza di temperatura anche decine di gradi in una sola settimana) succede che l’aria gelida della circolazione polare per così dire “deborda”, si scinde in cellule multiple, scende più facilmente verso latitudini inferiori, ed apporta quelle condizioni di freddo e di precipitazioni nevose che stanno caratterizzando questo inverno.


Per giunta le conseguenze dei fenomeni di stratwarming sulla circolazione nella bassa atmosfera possono proseguire per molte decine di giorni, e produrre quindi fenomeni persistenti e ripetuti. Per completezza dobbiamo aggiungere a questo punto che anche la tendenza opposta allo stratwarming, cioè lo stabilirsi di temperature inferiore alle norma nella circolazione polare, produce conseguenze rilevanti, ma di diverso tipo: per esempio il clima invernale alle latitudini italiane tende a divenire molto secco, mentre tende ad essere molto umido e mite alle latitudini dell’Europa settentrionale. 

 

Tornando alle tipiche situazioni meteorologiche che si creano in inverni come quello di quest’anno, aggiungiamo brevemente che esse sono caratterizzate dalla persistenza di vaste circolazioni fredde sull’Europa centrale, la Russia, la Cina e gli Usa sud-orientali, mentre vaste aree del Canada settentrionale e della Groenlandia sperimentano temperature superiori alla norma. Inoltre le circolazione fredde tendono a bloccarsi sulle terre emerse e in questo modo ulteriormente a persistere a causa della diminuzione degli scambi con le aree oceaniche (relativamente) più calde.

 

 

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