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Scienze

LUCE/ In arrivo le nuove lampadine: si potranno anche indossare

MATTEO MAURO, che ha appena concluso il XXII ciclo del corso di dottorato in Scienze Chimiche presso la Scuola di dottorato in Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università degli Studi di Milano ed è il vincitore di uno dei due prestigiosi premi annuali Eni Award 2010, conferiti alle due migliori tesi di dottorato per ricerche su Energia e Ambiente. Ha parlato delle sue ricerche a IlSussidiario.net

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Una tesi di dottorato può diventare occasione di innovazione che apre nuove possibilità di applicazioni sui temi dei consumi energetici e della efficienza dei dispositivi di uso quotidiano. E può dare anche l’opportunità di ricevere un premio consistente (25.000 euro) che stimola a proseguire e incrementare le ricerche. È quanto accaduto a Matteo Mauro, che ha appena concluso il XXII ciclo del corso di dottorato in Scienze Chimiche presso la Scuola di dottorato in Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università degli Studi di Milano ed è il vincitore di uno dei due prestigiosi premi annuali Eni Award 2010, conferiti alle due migliori tesi di dottorato per ricerche su Energia e Ambiente.

La tesi di dottorato premiata, svolta in parte presso l'Università di Muenster e presso la Ciba/Basf, si inserisce in una linea di ricerca che punta allo sviluppo di nuovi componenti per dispositivi elettroluminescenti. I risultati più significativi conseguiti hanno portato allo sviluppo di nuovi materiali emettitori a base di renio e iridio da utilizzare in dispositivi OLED e LEEC. Mentre il vincitore attende la consegna del premio e della medaglia d’oro da parte del Presidente della Repubblica in una cerimonia ufficiale a Roma, ha risposto alle domande de IlSussidiario.net.  

Cosa sono gli OLED e cosa sono i LEEC?  

OLED è l’acronimo di Organic Light-Emitting Diode, mentre un LEEC è una Light-Emitting Electrochemica Cell e rappresentano due nuove tecnologie di dispositivi in grado di emettere luce. Sebbene il loro meccanismo di funzionamento sia profondamente diverso, entrambi hanno una struttura, che nel caso più semplice, è costituita da un film sottile un centinaio di nanometri (un decimilionesimo di metro) di particolari materiali, detti elettroluminescenti, compreso tra due elettrodi.

Uno di questi due elettrodi, generalmente l’anodo, è trasparente e formato da ossido di indio e stagno. In seguito all’applicazione di un voltaggio, pari a circa 10 V per un OLED e 4 V per un LEEC (ma a volte anche meno) è possibile stimolare elettricamente questi materiali al fine di ottenere luce monocromatica o, in alcuni casi, luce bianca.

Questi dispositivi mostrano performance comparabili, o persino al di sopra, dei comuni display a tubo catodico o LCD, grazie ai bassi voltaggi e ai bassi consumi di operazione, e stanno attualmente ricevendo un enorme interesse dal punto di vista industriale.

Quali sono le caratteristiche dei nuovi materiali emettitori che lei ha trovato e in che senso migliorano le prestazioni dei dispositivi?